Scuola, a caccia di spazi adeguati. Decisivo anche il tema dei trasporti

Studenti a scuola con la mascherina

Archiviato l’esame di maturità, il mondo scolastico è adesso alle prese con il ritorno in classe a settembre.
La rivoluzione didattica e infrastrutturale imposta dalla pandemia non concede tregua a dirigenti scolastici e istituzioni, impegnati nel preparare gli istituti per il nuovo anno di lezioni.


I temi più importanti sono due: assicurare il rispetto della distanza e dunque predisporre nuovi spazi sufficientemente larghi e capire se sarà necessario prevedere forme di insegnamento miste, ovvero in parte in presenza e in parte da remoto via web. I problemi maggiori, in termini di spazi si hanno negli istituti superiori. «Mentre la situazione negli altri gradi di istruzione è sotto controllo, per quanto riguarda le superiori esistono plessi da monitorare con attenzione per creare condizioni adeguate – spiega Roberto Proietto, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Como – Proprio in queste ore si sta facendo una ricognizione di tutte le scuole provinciali». Una raccolta dati che sarà al centro di una riunione in programma in Provincia il prossimo lunedì.

«Si tratta di informazioni basilari per poter programmare eventuali interventi – spiega il presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca – Con il materiale raccolto e in attesa di avere la versione definitiva delle linee guida ministeriali si potranno così programmare lavori mirati». E non sono da escludere, se necessario, anche decisioni particolari come quella di «prevedere lezioni sia al mattino che al pomeriggio o la necessità di trovare spazi ulteriori. Inoltre la nostra attività di raccolta dati sarà utile anche per affrontare un altro tema delicato, quello relativo ai trasporti pubblici che avranno il delicato compito di portare, seguendo tutte le direttive di sicurezza, gli studenti nelle scuole», spiega il presidente Bongiasca. E in effetti un altro argomento decisivo per gestire la ripartenza sarà proprio anche quello legato all’organizzazione dei trasporti. Anche perchè sembrerebbe, in base ad alcune prime e non ancora definitive indicazioni, che allo stato attuale i mezzi solitamente utilizzati dagli studenti potrebbero garantire una capienza solo del 25% rispetto al fabbisogno, applicando le disposizioni di sicurezza.

«Si tratta di un altro tassello importante. Saranno settimane decisive. Sul fronte prettamente scolastico tutte le ipotesi sono al vaglio, dalla ricerca di nuovi spazi, alla creazione di aule più capienti, alla possibilità di fare lezioni sia al mattino che al pomeriggio con tutto quelle che necessariamente ne conseguirebbe a livello organizzativo e di personale», chiude il provveditore agli studi. Insomma il mese di luglio sarà basilare per arrivare a comprendere nel dettaglio il quadro che si verrà a creare in vista di settembre

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