Scuola: coordinare bus, treni e battelli

opinioni e commenti di nini binda

di Nini Binda

Scuola e mezzi pubblici, questa è la partita più difficile che si sta giocando per garantire un rientro in classe in sicurezza e senza ansie. Non riguarda solo tutte le famiglie dei bambini e ragazzi che necessitano del trasporto pubblico per raggiungere l’edificio scolastico, ma anche amministratori locali, responsabili delle aziende locali di trasporto e, salendo nella scala delle responsabilità politiche, Regioni e Ministero.

La scuola ci tocca tutti, non solo gli studenti, i professori e il personale scolastico. Per ripartire davvero è inevitabile passare dal comparto scuola, dove, per definizione, si costruisce il futuro di tutti.

In questo periodo di pandemia, nell’impossibilità di avere un piano sicuro già rodato, nella corsa a fare la cosa migliore per tutti garantendo la possibilità di utilizzo dei mezzi pubblici a chi deve recarsi a scuola e/o al lavoro (non dimentichiamoci che i mezzi di trasporto pubblico non servono solo agli studenti, ma anche ai lavoratori) e nel contempo rispettando le misure che tutelano tutta la popolazione dalla diffusione del Covid 19, ci si è forse dimenticati di mettere in conto delle semplicissime mosse, in primis, effettuare un sondaggio tra le famiglie di ogni istituto scolastico per conoscere quanti effettivamente utilizzeranno ancora il mezzo pubblico per recarsi a scuola.

Siamo certi che, dopo aver vissuto tutti con l’ansia del contagio, ansia che in questo periodo non è certo cessata, chi prima saliva sul bus senza valutare minimamente mezzi alternativi, quali la bicicletta ad esempio, oggi riprenderà tranquillamente il bus o – appunto – non valuterà un’altra soluzione?

Creare un tavolo in cui i dirigenti del servizio di trasporto pubblico lavorino con i dirigenti scolastici e con gli amministratori locali porterebbe in breve tempo a far pervenire una fotografia della realtà comasca, che potrebbe offrire dati più realistici e dunque sciogliere più facilmente i dubbi e trovare le soluzioni richieste da tutti coloro che sono coinvolti dal rientro a scuola.

Ancora, abbiamo una piattaforma di trasporto locale in cui non si sente mai citare il trasporto lacustre, eppure la Navigazione Lago è una componente importante che caratterizza il nostro territorio, così come i treni che arrivano sino al cuore della città di Como. Si tratta di mezzi che offrono capienze più numerose e spazi più ampi rispetto ai bus.

L’esigenza di utilizzo dei mezzi pubblici per recarsi a scuola riguarda principalmente gli studenti dei licei e degli istituti superiori, edifici che sono di competenza della Provincia: trovo strano che la Provincia di Como sinora non sia stata attrice nel promuovere incontri, studi, sondaggi, simulazioni di quanti studenti per afferenza di area territoriale si rivolgeranno al servizio di trasporto pubblico locale.

Il Cts (Comitato tecnico scientifico) raccomanda di tenere presenti le regole base per viaggiare sicuri, non solo accessi diversificati per salire e scendere dai mezzi pubblici, non solo mascherine indossate, non solo distanziamento, anche aerazione dei mezzi, quindi, finestrini aperti, anche in inverno. In tutte le indicazioni che sono state date per il ritorno in classe non si è sentito parlare di aprire spesso le finestre, la cosa più banale spesso la si dimentica, così come ci si sta dimenticando di sentire le famiglie, questa non è la cosa più banale, è vero, ma senza la collaborazione di tutti non ne verremo mai a capo.

C’è ancora tempo (poco, certo), ma si può arrivare al 14 settembre con qualche certezza in più. Spero che queste semplici idee di un ex assessore che si è occupato di mobilità e trasporti vengano raccolte velocemente dagli attuali amministratori.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.