Scuola, corsa contro il tempo in vista della ripartenza

Studenti scuole Como

Mancano sei giorni alla ripresa della didattica in presenza al 100% alle superiori e i problemi sul tavolo sono molteplici.
Tra chi si schiera apertamente contro la presunta illogicità di riaprire completamente le aule a sole sei settimane dalla fine dell’anno e chi chiede un potenziamento dei mezzi pubblici, l’impressione è che ci si stia avventurando in un terreno molto scivoloso. Anche perché, a detta di tutti gli interlocutori ascoltati, se non ci saranno indicazioni precise – all’interno delle linee guida contenute nel decreto Draghi in fase di pubblicazione – la preoccupazione, innanzitutto tra i genitori, non potrà che esplodere.
Questa mattina in Prefettura si dovrebbe riunire, salvo rinvii dell’ultimo minuto, il Tavolo appositamente creato per affrontare, come accaduto già in passato con successo, i temi legati alla scuola e alla sicurezza dei trasporti e dei ragazzi. Saranno presenti i rappresentanti dell’Agenzia del trasporto pubblico locale e delle aziende che forniscono il servizio. Intorno a questo tavolo anche Elisabetta Patelli, in rappresentanza dell’Ufficio scolastico regionale.
«Sarà un incontro molto importante quello fissato per domani (oggi, ndr). È necessario confrontarci per arrivare a una riorganizzazione dei trasporti, se si pensa di puntare a un ritorno totale degli studenti in classe – dice Patelli – E altrettanto necessario sarà poi dialogare con le scuole. Questo proprio perché molti istituti, se si dovesse tornare a tempo pieno, non potrebbero garantire gli standard di sicurezza per mancanza effettiva di spazio». E proprio per fare il punto della situazione anche con i presidi «entro la fine di questa settimana avremo una riunione per confrontarci e cercare di capire lo stato dell’arte», aggiunge Elisabetta Patelli che chiude con un’ultima considerazione. «Non si conoscono ancora nel dettaglio le linee guida sulla scuola previste nel decreto del governo. Mi auguro che sia prevista la flessibilità rispetto al 100% di cui si parla – sottolinea Patelli – Vista l’improvvisa decisione di una ripartenza totale, la speranza è che questa indicazione del 100% sia modulabile dai dirigenti in base alla reale situazione delle scuole».
Sul futuro dei giovani interviene anche il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo. «Gli studenti comaschi hanno perso ormai due anni scolastici: se si riapre, non si può chiudere di nuovo. Servono trasporti potenziati, tracciamento e test a campione per prevenire il diffondersi del virus. Chiedo che Regione Lombardia intervenga il prima possibile», dice Orsenigo. «Mancano pochi giorni alla ripresa della didattica in presenza al 100% e sappiamo che la rete di trasporti a Como non è ancora pronta per sostenere il carico del rientro in classe – aggiunge il consigliere – Regione Lombardia può e deve giocare un ruolo importante per integrare il servizio anche con l’aiuto di bus privati e permettere un tragitto casa-scuola sicuro. Propongo poi che si faccia uno sforzo ulteriore per governare la circolazione del virus negli istituti con test a campione ripetuti e diffusi, come già in programma in altre regioni. Regione Lombardia, come è stato detto dall’assessore Moratti, intende sollecitare la validazione dei test salivari ma senza auto-somministrazione. C’è quindi bisogno che vengano attivati dei presidi sanitari nelle scuole lombarde per sovrintendere alla somministrazione dei test, come chiesto dal Partito Democratico».
Restando a livello lombardo, va ricordato che venerdì prossimo in Regione è stato convocato il Tavolo apposito che si occuperà, alla presenza anche dell’assessore regionale ai Trasporti, Claudia Maria Terzi, della situazione attuale e di come poter affrontare la riapertura totale delle scuole prevista per il 26 aprile. Ultimo a parlare è Angelo Colzani, presidente dell’Agenzia trasporto pubblico locale di Como, Lecco e Varese. «Questi giorni saranno decisivi, a tutti i livelli, per capire come riorganizzarci in vista di lunedì. Ovviamente una ripartenza globale creerà inizialmente dei disagi che lentamente verranno sistemati. Ma dovendosi trattare di portare sempre più ragazzi sui mezzi, ci sarà bisogno di riorganizzare i turni degli autisti e bisognerà capire se il numero dei mezzi sarà sufficiente», precisa Colzani.
«Se così non fosse, si dovrà nuovamente valutare il ricorso alle aziende di trasporto privato che potrebbero essere utili per incrementare i posti disponibili. Dovranno essere fatte delle gare per selezionarle e ciò richiederà giorni. Si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo», chiude Angelo Colzani.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.