Scuola di politica per i giovani. Il progetto di Officina Como per dare una “visione” alla città

conferenza stampa a villa Sucota di Officina Como. Da sinistra Giuseppe Cosenza e Paolo de Santis

Giovani a scuola di politica, o meglio di pubblica amministrazione per formare una nuova classe dirigente per la “cosa pubblica” della città, ovvero Comune, ma anche associazioni di categoria. Per rendere Como ancora più attrattiva. È questo l’obiettivo che si è prefissata l’associazione Officina Como. Colmare in qualche modo – come hanno sottolineato Paolo De Santis, presidente e il socio Giuseppe Cosenza, architetto ed ex dirigente della Provincia e del Comune di Como – un vuoto lasciato dai partiti, con le loro scuole, ma anche dalle parrocchie e dagli oratori.
«In parrocchia si giocava a pallone, ma si ponevano anche solide basi di formazione», ha ricordato De Santis, che ha ripercorso anche i suoi esordi in politica. Chiamato 25 anni fa dall’allora sindaco Alberto Botta, come assessore tecnico ai Lavori pubblici. «Ero completamente digiuno in materia – ricorda – Andai dal segretario generale e gli chiesi di spiegarmi il funzionamento della macchina comunale a livello politico e amministrativo. In questi incontri vorremmo dare ai giovani questo tipo di formazione di base».
Sono sei gli incontri previsti da Officina Como in altrettanti lunedì sera nell’ambito del progetto “A scuola di pubblica amministrazione. Come funziona una città”. Si terranno dal 14 ottobre a Villa Sucota, in via per Cernobbio. Si parte dalla storia di Como, con Alberto Longatti e Fabio Cani, per arrivare all’etica, all’urbanistica, alle opere pubbliche, alla cultura e alle infrastrutture. Tra i relatori, oltre agli stessi Cosenza e De Santis, ci sono l’architetto Angelo Monti, Francesco Molteni presidente di Ance e l’ex assessore Lorenzo Spallino. Officina Como conta di coinvolgere almeno 20 giovani. È obbligatorio iscriversi inviando una mail a info@officinacomo.org. In caso di adesione si deve partecipare a tutti e sei le serate.
«Gli amministratori del domani devono avere una visione della città, non basta chiudere le buche – ha detto Cosenza – Ogni scelta fatta condiziona il futuro, così come scelte fatte in passato stanno condizionando il presente di Como, dal Piano del traffico allo sviluppo delle periferie. Oggi accade che si perda tempo prezioso in discussioni su progetti senza gambe. Per questo serve una classe dirigente competente», aggiunge.
Cosenza e De Santis sottolineano anche carenze tra le associazioni di categoria attuali.
«Un tempo erano da stimolo per il territorio – ricorda l’architetto – In Provincia arrivavano documenti e progetti, con contributi diretti. Oggi le associazioni non pensano più alla città, ma solo al proprio settore».
«Senza formazione ci si rassegna davanti ai problemi – ha aggiunto Cosenza – Lo si è fatto per la Ticosa, laddove come Officina Como avevamo un progetto. Lo si sta facendo per l’ex ospedale Sant’Anna a Camerlata e il San Martino. Sono usciti dal dibattito politico perché non ci sono proposte. Invece ci sarebbero soluzioni a portata di mano».
Il presidente De Santis si dice infine preoccupato in particolare per i giovani. «In questi anni ne stiamo perdendo tanti, troppi – ha spiegato – Viviamo tra Milano e la Svizzera, che sono forti attrattori per il mondo del lavoro e per l’istruzione universitaria, ma non possiamo rassegnarci a pensare Como come un bel giardino. Pensiamo oggi alla città affinché sia ancora attrattiva anche per i giovani».

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