SCUOLA E IMPRESA NUOVA ALLEANZA

di RENZO ROMANO

Una “Golden List” degli alunni
Scuola e azienda è un matrimonio che “s’ha da fare” per dirla con Alessandro Manzoni.
A dispetto di tante lodevoli iniziative a vari livelli per sacralizzare l’unione, scuola e azienda si guardano spesso in cagnesco o, nel migliore dei casi, si sopportano.
Il loro rapporto consiste in una non guerreggiata convivenza che non danneggia, ma neppure favorisce alcuno.
La loro interdipendenza è evidente. La scuola deve dotare i giovani degli strumenti culturali che permettano un felice

inserimento nel mondo del lavoro. L’impresa, dal canto suo, deve mettersi nelle condizioni di valorizzare le conoscenze teoriche e comportamentali di tali giovani.
La collaborazione è indispensabile. Il difficile è accordarsi sui rispettivi compiti e sulle modalità di attuazione.
L’impegno è arduo perché nella scuola c’è solo una pallida traccia di una cultura del lavoro.
Nel mondo delle imprese non sempre si riesce a capire che la scuola deve educare al lavoro, non insegnare un lavoro.
In verità, sono molte le iniziative a livello nazionale e locale finalizzate ad annullare la distanza tra scuola e impresa.
Tuttavia, c’è ancora molto da fare per ottenere risultati significativi.
L’attuazione di stage presso le aziende da parte degli studenti degli ultimi anni è un lodevole passo nella direzione giusta, tuttavia sembra necessario intervenire ulteriormente per chiarire e distribuire oneri e responsabilità, tenendo nel dovuto conto esigenze, aspettative e competenze dei vari istituti e delle imprese.
Ben venga quindi questo ambizioso progetto di “Confindustria Como” che dovrebbe realizzarsi con la collaborazione di altre significative organizzazione sindacali e istituzionali, in particolare di tutti gli enti scolastici che hanno fra i loro compiti proprio quello di creare o migliorare i rapporti tra scuola e mondo del lavoro.
Viviamo, anzi, vivono momenti non felici i giovani diplomati che non riescono a trovare un impiego adeguato e corrispondente al titolo conseguito, rimanendo di fatto ai margini del mondo del lavoro in un clima di precarietà, insicurezza e sfiducia nel futuro.
L’idea di una “Golden list” degli studenti che si siano messi in luce per impegno e capacità durante gli stage di lavoro presso le aziende è meritevole di attenzione.
Se davvero essere in quella lista dovesse assicurare un posto di lavoro, tutti ne trarrebbero vantaggio. Sicuramente i ragazzi per evidenti motivi, certamente le imprese perché avrebbero la certezza di trovare giovani preparati e motivati, ancora di più la scuola, perché una “Golden List” rivaluterebbe il “merito” come elemento discriminante e determinante.
Condizione senza la quale anche la lista dei “bravi” perderebbe ogni significato e valenza è quella di stabilire criteri di valutazione che concilino le necessità degli operatori scolastici e degli imprenditori.
Ecco ancora, se mai ve ne fosse bisogno, riemergere dunque la necessità di dare vita a una collaborazione fattiva e responsabile tra la scuola e l’impresa.
Obiettivi comuni sono una più qualificata produttività delle industrie e una rinnovata credibilità della scuola. Ma soprattutto è necessario restituire fiducia ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro.

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