Scuola elementare di via Perti: c’è sempre il rischio di chiusura. Saranno decisive le ultime perizie

scuola via Perti

Sono ore decisive per le sorti della scuola elementare Nazario Sauro di via Perti, nel pieno centro storico di Como, a pochi metri dal Comune.
I genitori degli studenti sono in apprensione.
Martedì scorso hanno “occupato” il consiglio comunale, nei gruppo Whatsapp “Save via Perti” è un tam-tam continuo di messaggi.
La questione è nota, riguarda i lavori di messa in sicurezza della scuola.
Un edificio storico, con un piano già inagibile e segnato anche da una delle ultime ondate di maltempo.
Domani mattina, alle 9.30, nell’aula magna della “Foscolo” in via Borgovico (via Perti fa parte dello stesso istituto comprensivo) la dirigente scolastica, Marzia Pontremoli, il sindaco Mario Landriscina con gli assessori Angela Corengia all’Istruzione e Vincenzo Bella ai Lavori pubblici incontreranno i genitori per parlare della chiusura.
I lavori di messa in sicurezza sono necessari, nessuno eccepisce, impossibile rischiare la salute di bambini e del personale, ma per quanto rimarrà chiusa via Perti? Per l’estate o per un tempo più lungo? Lo spauracchio che il cantiere debba protrarsi ben più a lungo delle vacanze è reale. L’assessore Angela Corengia, a precisa domanda, spiega: «Posso confermare allo stato attuale quanto dichiarato dal sindaco in consiglio, ovvero che sono in corso valutazioni sulla sicurezza», conclude.
Le opere per rendere agibile la scuola nei locali utilizzati oggi (su un piano viene già inibito l’accesso) avrebbero un importo di alcune decine di migliaia di euro, con un cantiere programmabile per poche settimane.
Discorso diverso se si dovesse mettere mano a tutto l’edificio. In tal senso il conto potrebbe essere milionario. Il consigliere comunale della lista Rapinese Sindaco, Fulvio Anzaldo, ha chiesto l’accesso agli atti. «Vorrei vedere il progetto di intervento sulla scuola – spiega – Pensare di chiuderla per sempre è assurdo. Va contro la scelta di ripopolare e animare il centro di Como. Si tratta di una scuola viva, al top per la didattica. C’è il tempo pieno, con la settimana corta. Qui si dovrebbe investire, non dismettere».
«Nel dibattito in consiglio comunale – aggiunge Anzaldo – l’assessore ha detto che i bambini vengono portati tutti in auto e potrebbero cambiare plesso, ma io vedo arrivare decine e decine di famiglie a piedi, ogni giorno. Non voglio neanche pensare che siano vere le voci che parlano di liberare questo edificio per fare altro, un investimento immobiliare, dopo che si era parlato anche di un albergo dentro Palazzo Cernezzi, con il trasferimento del Comune in Ticosa», conclude Anzaldo.
Ieri intanto la dirigente scolastica ha incontrato il sindaco. Lunedì alle 18 in sala giunta è stata convocata dal presidente Franco Brenna la Commissione III per valutare la “situazione delle scuole comunali di Como, con particolare attenzione per il compendio di via Perti”.
Anche la politica insomma si sta muovendo a fianco dei genitori per mantenere la storica scuola del centro. Le sue sorti paiono però ancora appese a un filo. Soltanto sabato mattina le carte saranno scoperte nell’assemblea alla Foscolo che si annuncia rovente. Dopo la giunta il sindaco Mario Landriscina ha confermato che entro domani verranno completate le perizie tecniche sull’edificio e avverrà il confronto con il responsabile della sicurezza della scuola.
«È stato fatto un lavoro meticoloso sull’edificio – ha detto – la volontà del Comune non è di chiudere, ma di preservare il diritto allo studio. Lo abbiamo già dimostrato. Certo, devono esserci le condizioni di sicurezza necessarie per non mettere a rischio la salute di nessuno. Domani mattina daremo a tutti i criteri oggettivi della nostra decisione e verrà trovata una soluzione adeguata con la dirigente scolastica».
«Lasciate che smentisca poi la voce che in via Perti si vuole fare un albergo, è una menzogna – dice il sindaco – Abbiamo un problema di sicurezza degli edifici scolastici, quello sì. Per legge dovevano essere a norma da 27 anni, invece nessuno in passato ha mai fatto nulla».

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