Scuola-lavoro, per gli istituti comaschi è un successo
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Scuola-lavoro, per gli istituti comaschi è un successo

Chi della “buona scuola”, ovvero dell’alternanza scuola-lavoro ne ha fatto una bandiera d’istituto, ben prima della legge che l’ha resa obbligatoria nel 2015, è il Setificio di Como. «Per noi si è sempre resa una necessità quella di poter mettere i nostri studenti in contatto con il mondo del lavoro prima della chiusura del ciclo di studi – racconta il preside Roberto Peverelli – Già sei anni fa veniva organizzato qualcosa di simile con stage e altro. Ora dunque per noi è sicuramente ancor più positiva questa esperienza così normata».
La legge prevede che gli studenti del triennio conclusivo delle scuole superiori di secondo grado siano chiamati a svolgere tirocini (della durata di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei) durante i quali sviluppare capacità utili in futuro.
Nelle intenzioni governative, una volta a regime i destinatari dovrebbero essere più di un milione di ragazzi in tutta Italia.
«Sono 400 gli studenti coinvolti nel processo alternanza scuola-lavoro con diverse competenze. Il rapporto con il territorio è ottimo.
Unico neo è che a volte non si riescono a trovare aziende idonee a supportare il percorso formativo del ragazzo», chiude sempre Roberto Peverelli.
«Per noi l’alternanza è vita – spiega il preside dell’istituto Gaetano Pessina – Domenico Foderaro – La legge ha consentito di rendere ancor più articolati e mirati i percorsi organizzati per gli studenti. I nostri vanno in strutture socio-sanitarie e per anziani. Oppure in ambito commerciale e alberghiero per chi si specializza in tali settori. E, ancora, in studi legali e notarili. Il tutto in base al percorso di studi scelto. Abbiamo ormai sviluppato rapporti con oltre 400 soggetti di varia natura in provincia di Como. E stiamo curando già da tempo anche progetti all’estero – prosegue Foderaro – I ragazzi coinvolti a Como sono oltre 500».
Ma se per istituti con una forte connotazione professionale, l’alternanza scuola lavoro può sembrare quasi una necessità, anche i licei che solitamente hanno come primo sbocco l’università, ne hanno tratto giovamento. «L’esperienza è positiva anche da noi – spiega il preside del liceo Giovio Marzio Caggiano – E soprattutto è positivo anche il ritorno che arriva dalle strutture che ospitano i nostri ragazzi. Gli studenti sono indirizzati spesso in ospedali, centri di ricerca e all’interno degli ordini professionali. Tutti sono sempre rimasti soddisfatti di questa esperienza».
Positivo anche se con alcune riserve il commento di Enrico Tedoldi, preside della Magistri Cumacini.
«Come ogni sistema complesso dopo le fasi iniziali in cui si doveva rodare ora il programma sembra essere efficiente. Certo in passato e ancora adesso esistono alcune storture». Il riferimento è al fatto che «non sempre i percorsi compiuti dai ragazzi hanno proprio a che fare con quanto stanno studiando. Ma complessivamente sembra funzionare. Da noi sono oltre 400 gli studenti coinvolti e che ormai da tempo possono sfruttare. questa opportunità», conclude sempre Enrico Tedoldi.

11 gennaio 2018

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