SCUOLA, L’ISCRIZIONE OBBLIGATORIA ON LINE: UN PROVVEDIMENTO CHE SPAVENTA I GENITORI

Risponde Renzo Romano

La notizia che il ministero dell’Istruzione ha stabilito che da quest’anno le iscrizioni alle prime classi di elementari, medie e superiori potranno essere effettuate, dal prossimo 21 gennaio, soltanto su Internet mi lascia perplessa e, come mamma, un po’ in ansia. Proprio quest’anno, infatti, io e mio marito dovremo iscrivere nostra figlia alla prima liceo e quindi dovremo procedere come indicato. Ci siamo già informati presso la scuola media frequentata. Fortunatamente abbiamo un’insegnante di riferimento e sappiamo comunque che la segreteria del liceo è disposta a dare una mano.

Tuttavia mi chiedo: è mai possibile che in Italia tutto avvenga in questo modo? E cioè cambiamenti così importanti imposti alla gente dall’oggi al domani, come un fulmine a ciel sereno? Ci sono infatti famiglie senza computer, oppure non tutti hanno dimestichezza con il web. Chi mi garantisce di non commettere errori e di dover poi fare code e trafile logoranti e rischiose per correggere eventuali errori? Non sarebbe stato meglio dare gradualità al provvedimento?
Gianna Soleri

Cara Gianna,
non sono d’accordo con lei. Iscrivere i propri figli a scuola  tramite Internet credo sia una decisione giusta e opportuna. Ansia e perplessità sono sentimenti e stati d’animo che meritano ben più nobili motivazioni che l’iscrizione a scuola. Non c’è alcuna ragione di essere preoccupati.
Stia tranquilla, signora Gianna, anche se sbagliasse nella procedura, il posto a scuola a suo figlio glielo tengono lo stesso. Oggi non esiste istituto che respinga qualcuno, anzi è “guerra” aperta a suon di “open days” tra le diverse istituzioni scolastiche per attirare “clienti”. Tale termine è certamente poco nobile e forse irrispettoso visto che stiamo parlando di “scuola”, tuttavia niente affatto inappropriato.
È un fatto consolidato sotto gli occhi di tutti che le scuole siano in competizione fra loro per “conquistare” il maggior numero di iscritti. Con questo scopo presidi e professori si fanno in quattro per magnificare le qualità del loro istituto, organizzando assemblee, meeting, open days. Sarebbe assurdo se questi lodevoli sforzi fossero vanificati da difficoltà di carattere tecnico nel collegamento via Internet con le rispettive scuole da parte delle famiglie.
Mi sento di assicurarla che, qualora un genitore abbia problemi del genere, l’istituto prescelto non lo spingerà certo a iscriversi da un’altra parte. Sempre nell’ottica di quell’atmosfera di competizione fra le scuole per accaparrarsi alunni è logico aspettarsi che ogni istituto faccia tutto il possibile per rendere semplice e agevole l’iscrizione  via web anche a quei genitori che non hanno familiarità con Internet e dintorni. Non è utopia pensare che dal 21 gennaio, giorno di apertura delle iscrizioni, le istituzioni scolastiche siano tutte mirabilmente attrezzate con computer funzionanti, procedure semplici, segreterie efficienti, presidi e docenti disponibili.
Cara Gianna, credo che l’auspicata e dichiarata volontà da parte delle scuole di aiutare i genitori in difficoltà non sia il solo motivo valido per allontanare i suoi timori. Oggi siamo immersi nel mondo digitale: che lo si voglia o no, siamo “webdipendenti”. I giovani, pure i bambini lo sono ancora di più. Anche la scuola è sempre più invasa dalle nuove tecnologie. I registri e le iscrizioni sono on line, le aule sono laboratori in cui gli alunni navigano in un mondo virtuale, ancora resiste ed esiste, chissà fino a quando, il professore reale. La lavagna di ardesia con i gessi colorati è andata in soffitta, al suo posto la “lavagna” luminosa che con un clic ti porta a spasso per l’universo, i pesanti libri di carta stanno progressivamente lasciando il posto agli immateriali “ebook”.
È in atto un irreversibile processo di transizione epocale dall’homo “scribens” all’homo “digitalis”. La scuola è l’ambiente ideale di questa evoluzione. Sono considerazioni queste che prescindono da ogni giudizio e opinione sull’opportunità di un utilizzo passivo e acritico  a scuola delle nuove tecnologie senza valutarne pienamente le implicazioni didattiche e pedagogiche e, in definitiva, sulla loro incidenza nella formazione e preparazione degli alunni in particolare delle elementari e delle medie. Magari avremo occasione di ritornare sui “pro e contro” di una scuola “digitalizzata”.
Torniamo alle iscrizioni on line. È convinta, cara lettrice, che i nostri ragazzi familiarizzano con la massima disinvoltura con le tecnologie informatiche e sanno muoversi nel mondo virtuale con una abilità che noi adulti siamo ben lontani dal possedere? Davvero pensa che i nostri ragazzi non siano in grado di iscriversi via Internet? Metta suo figlio alla prova, resterà piacevolmente sorpresa. Quanto alla sua osservazione sulle famiglie che non possiedono un computer, mi permetto di pensare che fra esse siano pochissime quelle in cui ci siano ragazzi in età scolastica. In ogni caso anche per queste famiglie, per tutti i motivi che le ho elencato, non dovrebbero (il condizionale è comunque d’obbligo) esserci problemi. In più occasioni ho detto di avere scarso “feeling” con il computer e tutte le diavolerie a esso connesse, e che tuttavia utilizzo pienamente nel lavoro e in tante altre occasioni. La mia diffidenza è probabilmente determinata dalla mia non più verde età o forse dalla paura che il primato dell’intelligenza e della creatività dell’uomo possa essere sminuito dalla fredda efficienza operativa delle macchine. Le mie riserve e i miei dubbi sull’eccessivo ricorso alle nuove tecnologie nella didattica si trasformano però in un invito incondizionato a servirsene in ogni circostanza  per “semplificare” la vita.
È certamente il caso dell’iscrizione di suo figlio, cara lettrice. Meglio una navigazione “virtuale” nel mare mosso di Internet di una lunga attesa “reale”  nella segreteria della scuola. Non oso pensare alla malaugurata eventualità di una fila in segreteria come conseguenza di un naufragio in Internet.

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