Cronaca

Scuola, rischio reggenze anche l’anno prossimo

alt La mancata assegnazione
Il Consiglio di Stato potrebbe far slittare ancora la decisione sul concorso

Oltre una scuola su tre in provincia di Como viene gestita da un preside reggente, ossia da un dirigente che non è materialmente presente nell’istituto. Un problema pesante per un territorio esteso come quello lariano, dove per collegare il Sud al Nord della provincia (da Rovello Porro a Sorico) si devono percorrere una novantina di chilometri su strade provinciali e statali.
Il concorso per i dirigenti scolastici è fermo al palo in seguito al ricorso presentato dopo un pasticcio dell’Ufficio scolastico regionale, che utilizzò buste non idonee (permettevano di leggere in controluce il nome del candidato) e non promulgò la graduatoria.
La vicenda si protrae ormai dal giugno del 2012, ma la soluzione appare ancora lontana.
Nel luglio scorso il Tar ha così annullato il concorso e dato ragione a un

centinaio di ricorrenti (dirigenti risultati non idonei). Tutto da rifare? Neanche per idea, dato che chi aveva vinto il concorso si è rivolto al Consiglio di Stato che in agosto ha sbloccato la graduatoria. La prima del concorso, tra l’altro è una comasca, Raffaella Piatti, vicepreside dell’Istituto Como Lago. Ma né la Piatti né gli altri 405 dirigenti lombardi vincitori del concorso si sono potuti insediare. Anzi, oggi, nel marzo del 2013, attendono ancora che la vicenda si sblocchi definitivamente.
I dirigenti hanno indetto anche una raccolta di firme e contano oltre 20mila adesioni sul sito www.appelloscuola.it. Ieri l’incontro con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco De Santis alla scuola Schiaparelli-Gramsci di via Milano, gremita di circa trecento dirigenti.
«De Santis auspica un’accelerazione dell’iter – spiega la professoressa Giovanna Viganò, una delle portavoce dei dirigenti – Noi chiediamo soltanto di avere quello che si sarebbe spettato dallo scorso 1° settembre. Non comprendiamo come sia necessario tutto questo tempo per esaminare la trasparenza di alcune buste».
Ma la richiesta dei dirigenti si scontra con le lungaggini della macchina amministrativa. Se la prossima udienza del Consiglio di Stato è attesa infatti a brevissimo, venerdì 8 marzo, il perito incaricato di esaminare le buste ha già chiesto fino alla fine del mese per completare i suo accertamenti.
«Il Consiglio di Stato – prosegue la Viganò – può decidere se accettare o meno la richiesta di proroga. Certo che un ulteriore slittamento della decisione sarebbe deleterio. Confidiamo che si giunga all’udienza definitiva entro aprile, in caso contrario gli scenari che si prospettano sono drammatici. Le scuole rimarranno scoperte anche il prossimo anno».
E di anno scolastico in anno scolastico la situazione è destinata a peggiorare. Il dato comasco è infatti uno specchio di quello Lombardo. A livello regionale mancano 400 presidi su 1.200, a Como 25 su 72. Un terzo delle scuole è gestito da un reggente.
«Soprattutto in Altolago abbiamo problemi gravi di gestione», spiega Adria Bartolich, segretaria provinciale della Cisl Scuola.
In settembre a livello lombardo le scuole vacanti diventerebbero 600, la metà esatta. La speranza dei dirigenti non solo lombardi (alcuni vincitori vengono da fuori regione) è che arrivi una buona notizia dal Consiglio di Stato già venerdì.
Intanto prosegue anche la raccolta di firme.

Paolo Annoni

6 marzo 2013

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