Scuola, tornano le lezioni a distanza anche per seconda e terza media

Per consentire lezioni online anche a ragazzi famiglie povere

La “Zona rossa” decretata ieri sera da Giuseppe Conte per la Lombardia si abbatte anche sulla scuola. A casa, con didattica a distanza, oltre agli studenti delle superiori, anche quelli di seconda e terza media. «Una misura che pesa molto al governo» ha detto ieri sera Conte in diretta Tv. Si tratta infatti di ragazzini di 12 e 13 anni. Preservati dalle lezioni davanti al computer, al momento, gli studenti di prima media, che stanno frequentando la scuola da poco più di un mese e avrebbero probabilmente maggiori difficoltà nel rapportarsi con i professori. Elementari, materne e nidi proseguono invece con le “lezioni” in presenza. Con gli spostamenti vietati tra un comune e l’altro, vengono in ogni caso «consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita». Il nuovo decreto per le superiori prevede didattica integrale digitale fino al 3 dicembre, in tutto il Paese. Did (che sostituisce nell’acronimo la Dad di marzo-giugno) al 100 per cento dalla prima classe alla quinta. La presenza è garantita per le attività di laboratorio, previste in linea di massimo negli istituti professionali, e per gli studenti disabili.
Sul fronte dell’istruzione, intanto, è di 43,5 milioni lo stanziamento approvato dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente Fabrizio Sala, destinato a sostenere un piano di innovazione della strumentazione digitale per la didattica a distanza e accordi di collaborazione con le università pubbliche lombarde. Obiettivo dello stanziamento è la modernizzazione della strumentazione digitale in uso presso le università, oltre a favorire la didattica a distanza sia in risposta alle restrizioni dovute alla recente pandemia da Covid-19, sia come proposta di evoluzione della didattica verso soluzioni di e-learning. Le risorse saranno a disposizione delle università nel 2021. Nel dettaglio, tra gli atenei beneficiari del contributo anche l’Università dell’Insubria di Como e Varese per la quale sono stati stanziati un milione e mezzo di euro.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.