Scuole chiuse in anticipo e quaranta pedoni all’ospedale

Gli effetti dell’emergenza
Quando la nevicata si è fatta più insistente, i ragazzi erano già al caldo all’interno delle aule. Ma visto l’intensificarsi delle precipitazioni, in alcuni istituti superiori si è preferito anticipare il termine delle lezioni. Decisione presa per facilitare il rientro a casa dei tanti studenti che abitano nei paesi del lago. Che però ha generato qualche piccolo problema.
I bus, infatti, hanno accumulato, soprattutto fino alla tarda mattinata, ritardi variabili dai 10 ai 60 minuti pressoché
su tutte le linee. Le corse saltate a causa della neve sono state 50 sul totale di tutte le linee urbane ed extraurbane di Asf. Ovvero, circa il 2%.
La causa principale dei disagi è stato il ghiaccio che si è formato sul manto stradale. Pioggia di lamentele tra gli utenti della linea 6 e anche tra i residenti di Camnago Volta, costretti ad attendere l’autobus fino a un’ora. Mentre numerosi gruppi di studenti, usciti da scuola, hanno dovuto aspettare al freddo l’arrivo dei mezzi di Asf. Autobus che, in molti casi, si sono dovuti fermare a bordo della strada per montare le catene.
E così all’Ipsia Ripamonti e all’Itis Magistri Cumacini gli studenti sono usciti alle 11. I liceali del Volta sono andati a casa alle 12. Al Setificio, al liceo scientifico Giovio e al Caio Plinio, invece, tutti regolarmente in aula.
«Sono arrivati tutti in orario e senza particolari problemi perché la nevicata si è intensificata solo più tardi – dice Sergio De Felici, preside dello scientifico Giovio – Non abbiamo mai pensato di far uscire i ragazzi prima del termine delle lezioni, non ne vedevamo in alcun modo la necessità».
Sul fronte degli autobus, i problemi maggiori si sono concentrati nella fascia oraria compresa tra le 10 e le 13. La situazione è andata poi migliorando a partire dal primo pomeriggio fino a regolarizzarsi definitivamente attorno alle 17. Nessun autobus di Asf è stato coinvolto in incidenti e non si registrano multe ai mezzi di linea.
«Per gestire la situazione – ha detto Annarita Polacchini, amministratore delegato di Asf Autolinee – l’azienda continuerà ad attivare quanto in suo potere per assicurare la continuità del servizio, anche nell’eventualità che nei prossimi giorni si ripresentino situazioni critiche sulle strade urbane ed extraurbane dovute a precipitazioni nevose».
Il ghiaccio, intanto, ha continuato a rivelarsi una pericolosa trappola per i pedoni. Nella sola giornata di ieri sono stati almeno una quarantina gli accessi ai pronto soccorso di Como e della provincia di persone vittime di rovinose scivolate su strade e marciapiedi.
Oltre venti i pazienti presi in carico dal reparto di emergenza del Sant’Anna. Di questi, la quasi totalità ha avuto bisogno delle cure degli specialisti della sala gessi. «Abbiamo visto almeno dieci pazienti con fratture causate da scivolate sul ghiaccio», fanno sapere da via Ravona. Fortunatamente, soltanto in un numero limitato di casi si è reso necessario il ricovero e non risultano pazienti trasferiti in altre strutture, diversamente da quanto accaduto invece giovedì. Molteplici, intanto, anche gli accessi al Valduce e nei presidi territoriali di Cantù, Erba e Menaggio.
Il 118 ha lavorato senza sosta per soccorrere persone cadute a causa del ghiaccio. Soltanto in città, quattro ambulanze sono intervenute per trasportare in ospedale altrettanti pazienti incappati in brutte scivolate.
Una decina, invece, le richieste di aiuto giunte alla centrale operativa del servizio di emergenza dal territorio provinciale, da Nesso a Cantù, da Erba a Civenna, soltanto per citare qualche episodio.
E le scivolate non sono certo una prerogativa delle persone anziane. «Abbiamo visto pazienti di ogni età – fanno sapere gli operatori dei pronto soccorso – sia uomini sia donne. Il problema è assolutamente trasversale, ovviamente il ghiaccio è insidioso per tutti».
La situazione non sembrerebbe destinata a migliorare, almeno per le prossime ore. L’allerta per il ghiaccio su strade e marciapiedi resta infatti massimo. Il rischio, poi, è che la neve accumulata nella giornata di ieri sui marciapiedi si trasformi in una pericolosa lastra gelata che potrebbe diventare la causa di ulteriori scivolate.
Per correre ai ripari, come previsto dal piano neve, dovrebbe proseguire senza sosta l’opera dello spargimento di sale.

F. Bar.

Nella foto:
Una caduta sulle strade innevate e rese insidiose dal ghiaccio (foto Baricci). Una quarantina di pedoni si è rivolta al pronto soccorso del Sant’Anna

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