Scuole chiuse, ma regole più rigide sui positivi: Lombardia sempre più verso la zona rossa

Pronto soccorso Valduce

La fotografia che il virus sia nuovamente fuori controllo, come è avvenuto lo scorso autunno o un anno fa, giunge anche dall’ambito scolastico. Nonostante tutti gli istituti della provincia di Como siano chiusi da una settimana e quelli lombardi da venerdì, i contagi tra gli studenti sono saliti ancora.
Lo ha comunicato ieri sera Ats Insubria in una nota in cui annuncia proprio il potenziamento delle misure di sorveglianza in ambito scolastico. Nella settimana analizzata, dall’1 al 7 marzo, sul territorio di Ats (Varese e Como escluso l’Altolago) sono stati messi in quarantena in 5.741, tra studenti e personale scolastico. Divisi tra 970 bimbi di materne e nidi (le uniche scuole aperte), erano 930 la settimana precedente, 2.070 alle elementari (1.482 la settimana precedente), 1.428 alle medie (erano 1.060) e 1.498 alle superiori (erano 1.239).
Numeri che hanno spinto a varare un nuovo Piano scuola con i referenti Covid degli istituti di Como e Varese e il provveditore Giuseppe Carcano. La maggioranza dei casi di Covid oggi è rappresentata da varianti ancora più contagiose. Tra i malati da 0 a 18 anni, il 64% dei campioni contiene “l’inglese”.
Le regole
In caso di un alunno positivo si considerano ora “contatti stretti” tutti gli studenti che sono stati nella classe nei 14 giorni precedenti il tampone o l’insorgere dei sintomi. La quarantena dura 14 giorni e il rientro è subordinato a un test negativo al 14° giorno.
Vengono considerati contatti stretti anche tutti i docenti della sezione del positivo nei nidi, nelle materne o nelle primarie.
Per medie e superiori i docenti possono proseguire l’attività, ma si devono sottoporre quanto prima a tampone molecolare.
Tampone in farmacia
In previsione della riapertura degli istituti, Ats Insubria promuove un’attività di testing nelle farmacie per gli studenti dai 14 ai 19 anni. La prenotazione potrà essere effettuata tramite il sistema regionale www.prenotasalute.regione.lombardia.it che darà in automatico l’appuntamento. In caso di esito positivo del tampone antigenico il farmacista provvederà a prenotare immediatamente un tampone molecolare.
Verso il rosso
Gli indicatori della Lombardia non accennano a scendere neppure con l’arancione rafforzato. Venerdì il consueto monitoraggio della cabina di regia potrebbe spingere la Lombardia al rosso. L’incidenza regionale ieri era 312 (casi per 100mila abitanti in 7 giorni), l’indice Rt ancora sopra l’1, la variazione nei 7 giorni +22%. Il governo ha stabilito come soglia di rischio i 250 casi proporzionati a 100 mila abitanti. Il focolaio bresciano inoltre non accenna a calare, così come la pressione sugli ospedali.
Mini lockdown
Il Comitato tecnico scientifico istituito dal ministero della Salute nel febbraio dell’anno scorso ha chiesto al governo di inasprire il Dpcm. Si parla in particolare di istituire dei veri e propri mini-lockdown o meglio delle zone rosse, con tutte le attività chiuse e il divieto di spostarsi da casa se non per esigenze, durante i weekend, un po’ come era avvenuto nel corso delle festività natalizie. Il Cts ha raccomandato anche di intensificare il tracciamento e di estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibile. Il Cts vorrebbe portare così tutta l’Italia a un indice Rt sotto l’1.

L’aggiornamento

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1 Commento

  • Eliana , 11 Marzo 2021 @ 14:13

    Aprite le scuole
    Gli asili..
    Pensate anche ai bambini.
    Sono più sicuri in un aula con la mascherina
    I ragazzini delle medie escono a fare i gruppetti.
    Meglio la scuola con distanzamento.
    Grazie.

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