Scuole chiuse per un’altra settimana, ma i termini della direttiva arrivano solo oggi

Gli asili e le scuole resteranno chiuse anche nella prossima settimana

Le direttive ufficiali sulla seconda settimana di misure per l’emergenza sanitaria del Coronavirus sono attese soltanto per questa mattina, visto che è il premier Giuseppe Conte a dover firmare il decreto della Presidenza del Consiglio.
Questo con buona pace per migliaia di famiglie lombarde e comasche, in particolare quelle con figli in età scolare e che avrebbero la necessità di organizzare la settimana con un certo anticipo.
Gli studenti, ad ogni modo rimarranno a casa, come hanno anticipato ieri sia il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana sia il suo vice, Fabrizio Sala. Le lezioni scolastiche di ogni ordine e grado vengono sospese per un’altra settimana in tutta la Lombardia. Dal nido all’Università, tutti a casa. E il personale? Boh. Ecco il “pasticcio” che si spera venga chiarito oggi con il decreto.
I dirigenti scolastici, secondo la Regione, avrebbero facoltà di fare entrare il personale. Il corpo non docente per operazioni di sanificazione, i docenti per attivare forme di lezioni a distanza e il personale amministrativo per la gestione delle pratiche. Non è neppure chiaro se potranno essere utilizzate le palestre degli edifici scolastici per la attività sportive delle società.
Nella prima settimana intanto tanti istituti anche del territorio si sono organizzati con lezioni a distanza. Al Volta di Como compiti e lezioni su Weschool, Edmodo, via Skype, o Google Suite. Quest’ultima piattaforma è stata scelta in via ufficiale per caricare compiti sul Drive, spiegazioni attraverso Google Meet, mentre per le discussioni si utilizzano Classroom o i gruppi Whatsapp. Situazione speculare al Setificio Carcano, come spiega il dirigente Roberto Peverelli. «Le applicazioni di Google Education si rivelano utili per mantenere la continuità didattica – dice Peverelli – Abbiamo sospeso due viaggi di istruzione che erano previsti in questi giorni e abbiamo dovuto annullare l’incontro di lunedì con Gherardo Colombo e quello della scorsa settimana con Luciano Monti della Luiss».
L’International Academy of Tourism and Hospitality di Cernobbio è diventata in questi giorni un caso esemplare per la sua gestione delle classi virtuali (sei quelle create su Facebook).
«Quello scelto dalla direttrice Anita Longo è un modello facilmente replicabile anche per altri istituti – spiega il docente comasco Alessandro Nardone – L’unico limite riguarda i più giovani, che dovrebbero utilizzare il profilo Facebook dei genitori. Abbiamo costituito un “gruppo privato” per ogni classe. Il docente realizzava la videolezione, mandando anche le slide all’interno del gruppo, con la possibilità per gli studenti di intervenire e commentare».
Questo per la scuola, ma cosa accadrà per tutti gli altri dispositivi in atto? Per i bar, per i cinema, i musei, per lo sport? Anche per tutti questi settori l’ipotesi più probabile formulata ieri è di un prolungamento dei divieti previsti.

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