Scure della Tares sui commercianti

alt C’è chi rischia di chiudere
L’associazione di via Ballarini scrive ai 160 sindaci del territorio

(f.bar.) La lettera è stata inviata ieri mattina. Destinatari tutti i 160 sindaci della provincia.
Mittente: Confcommercio Como, che invoca l’aiuto degli amministratori locali per mitigare l’impatto della nuova Tares sugli esercizi commerciali già afflitti da tasse opprimenti. La volontà dell’associazione di via Ballarini è di poter aprire, il prima possibile, un tavolo di confronto con i sindaci.
Ma altrettanto preoccupati sono anche i “semplici” cittadini che affollano, ormai

da giorni, gli uffici per sapere a quanto ammonterà la stangata finale sui rifiuti. Chi invece due calcoli li ha già fatti è appunto il settore del commercio. A partire dei baristi che stimano un incremento del 60% di questa tassa. Da qui l’immediata proposta di Confcommercio che ha preso “carte e penna” e ha inviato una missiva ai Comuni. Il timore è che questa nuova formulazione della Tares «possa causare la fine di numerose attività commerciali», ha detto il presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi. La lettera è chiara.
«Nel periodo di negativa congiuntura economica anche le attività di micro e piccole imprese sono sofferenti. Tra le norme approvate nel tentativo di ripresa dei consumi ci sono anche disposizioni che riguardano fisco, imposte e tasse. La pressione fiscale rimane tra i grandi problemi irrisolti – si legge nel testo – E molte amministrazioni comunali della provincia hanno manifestato, in varie occasioni, la loro condivisione con le preoccupazioni di Confcommercio che in più riprese ha chiesto, ad esempio, la revisione del calcolo della Tares».
In sostanza si chiede di trovare modalità alternative per recuperare risorse, in primo luogo incidendo il più possibile sulle voci di spesa e ottimizzando i costi relativi alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. «Confcommercio sta proponendo da tempo il sostegno dei Comuni agli esercizi commerciali, bar, ristoranti, alberghi, impianti di distribuzione di carburanti che praticano la raccolta differenziata dei rifiuti – continua la lettera – introducendo un meccanismo di premialità fiscale e un’attestazione sul ritiro dei rifiuti per arrivare a tassare sulla base dell’effettivo volume di rifiuti prodotti e non su parametri come la superficie dei locali».

Nella foto:
Il presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi (foto Baricci)

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