Se il bancario Usa si veste come un dj

opinioni e commenti di giorgio civati

di Giorgio Civati

Avete presente il bancario, elegante ma grigio, di certo apparentemente affidabile grazie al look ma anche decisamente singolare in un mondo di felpe, t-shirt e jeans? Beh, anche quella è una categoria in via di estinzione. Ufficialmente. Dagli Stati Uniti arriva infatti la notizia che Goldman Sachs, una delle maggiori banche d’affari mondiali, ha diffuso un comunicato interno che autorizza tutti i dipendenti – e sono 36mila – ad andare in ufficio indossando abiti meno formali. Viene annullato, di fatto, l’obbligo di giacca, cravatta e camicia chiara per gli uomini e di tailleur o comunque abito elegante per  le donne. Non che sia vietato, ovviamente, ma non c’è più alcun obbligo.

Del resto il boss di Goldman Sachs, David Solomon, oltre a banchiere d’altissimo livello è anche dj di un certo successo e si divide tra Wall Street e le consolle dei locali più “in” di New York. La sua decisione ha dunque una ragione nel suo stesso modo di essere e di vivere.

Solomon ha anche spiegato che il buon senso resta la base di ogni cambiamento e che quindi trattando con imprenditori della Silicon Valley vanno benissimo jeans e maglietta, se invece il cliente è un tradizionale e magari anziano industriale, meglio mostrarsi ancora in completo scuro, cravatta e  scarpe stringate nere e ben lucidate al posto di quelle da ginnastica. Comunque, anche questo è un segno dei tempi. Già ampiamente annunciato anche in Italia, compresa Como. Il bancario o la bancaria come se lo ricorda chi ha qualche anno sulle spalle è sempre meno frequente. E, allargando la riflessione, è l’eleganza di un certo tipo, il vestirsi formale che sta progressivamente sparendo.

Questione di mode, di gusti, di comodità, probabilmente anche di stili di vita differenti oggi rispetto al passato. Di certo c’è che tutto ciò provoca conseguenze anche economiche, per esempio per un distretto come quello tessile comasco. La patria della seta è diventata famosa per la produzione di tessuti che poi venivano impiegati per realizzare abiti eleganti. Da sera, da cerimonia, da grande occasione, o comunque ben diversi dall’abbigliamento sportivo, informale. E se il mondo indossa sempre meno abiti di quel tipo, allora è un problema.

Niente di nuovo in assoluto, lo ripetiamo. La tendenza è in atto da anni, probabilmente decenni. È un cambiamento sociale innanzitutto, ma c’è. Che il mondo sia sempre più collegato e “aperto” lo si sapeva già, “girano” facilmente mode e abitudini oltre che merci e persone. La cravatta, per esempio, è stata un prodotto che per qualche decennio ha rappresentato un grande business per Como: qui si producevano i tessuti più belli, più apprezzati. Ora in misura ridottissima. È un segno dei tempi, tempi in cui anche un banchiere-dj americano può fare la differenza.

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