Se il Lario è la cartina al tornasole

Il commento
di Marcello Dubini
Il calcio nel nostro Paese è talmente esasperato e malato che ogni apparizione di un pallone sul campo di gioco presuppone terra bruciata attorno agli stadi e imponenti schieramenti di forze dell’ordine e di steward. Ciò che avviene a Como è la cartina al tornasole che misura quanto si sia inacidito il mondo del pallone. Se anche in una realtà piccola come quella lariana, lontana anni luce dalle grandi squadre plurimilionarie che muovono interessi, passioni e violenze, non si possono più prevedere partite senza assetti da guerra, verrebbe da dire che la speranza di tornare a riempire gli stadi e di riportare sugli spalti famiglie e bambini è ormai sepolta. E che il buonsenso è costretto ogni volta a lasciare il campo alla paura. Ai timori di scontri, feriti e caos. Uno spettacolo poco edificante.

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