SE LA FAMIGLIA ABDICA CI RESTA SOLO GARIBALDI

di RENZO ROMANO

Giovani e droga: l’emergenza sottovalutata
Due anni fa un video girato dagli uomini della Questura di Como che riprendeva uno scambio di droga tra minorenni in piazza Vittoria aveva sconvolto la città. Due anni dopo la stessa scena si è ripetuta, tristi protagonisti di nuovo alcuni minorenni, questa volta davanti agli occhi di due poliziotti prontamente intervenuti.
Scoprire giovanissimi che trafficano stupefacenti è una cocente sconfitta per la società tutta. La scuola, a dispetto di corsi, convegni, conferenze, tavole rotonde,
assemblee con i massimi esperti, ottiene miserevoli e insignificanti risultati concreti. Le famiglie si rivelano impotenti e incapaci di accompagnare i loro figlioli nella crescita.
La drammatica banalità dell’accaduto induce a qualche riflessione e ad alcune inquietanti domande. Due dei minorenni avevano in tasca una somma considerevole: logico dedurre che lo spaccio fosse non già episodico ma continuo. Sorprende che giovanissimi possano essere in possesso di tutto quel denaro senza che nessuno se ne sia accorto. Com’è possibile che i genitori non abbiano notato nulla? Che cosa facevano i ragazzi di tutti quei soldi? Dove li tenevano? Come li spendevano? Possibile che mamma, papà, fratelli e sorelle, non abbiano notato qualcosa di strano e non siano stati sfiorati dal minimo sospetto? E gli amici? L’amicizia vera e sentita è la forza di intervenire anche duramente.
La famiglia è l’unica arma in grado di sconfiggere la droga. La misurata severità del papà, la dolcezza della madre, l’affetto dei fratelli, la saggezza dei nonni, sono gli ingredienti dell’educazione al rispetto di se stessi e degli altri. L’abbiamo scritto più volte: il mestiere di genitore è difficilissimo e complicatissimo. Dire sempre sì non va bene, ma neppure va bene dire sempre no. La scommessa sulla droga passa attraverso questo sapiente gioco di equilibrio tra dare e pretendere, fiducia e occhi aperti sulle compagnie e sui luoghi frequentati, testimonianza dell’osservanza di regole, esempi di comportamento.
La consapevolezza che la lotta alla droga debba partire dalla famiglia non è tuttavia ancora percepita in toto, perché questo significherebbe per i genitori assumersi in prima persona la responsabilità dell’educazione dei figli, e questo costa tanto, per molti troppo. L’alternativa è tenersi le inutili iniziative della scuola, affidarsi alla prontezza e all’intuito dei poliziotti e magari pregare Garibaldi, dall’alto del suo monumento, di dare ogni tanto un’occhiata nella piazza.

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