Second life è il futuro di Internet

altFantascienza – Il romanzo di un autore di Bregnano, docente universitario in Bicocca, vince il premio della rivista di Mondadori “Urania”

Seconda vita per “Second life”, mondo virtuale dove chiunque può inventarsi un’altra esistenza. Sembrava all’avanguardia fino alla metà degli anni Duemila, ma è stato soppiantato dai social network come Facebook e Twitter. La sua rinascita viene prefigurata dal romanzo di un comasco pubblicato nella prestigiosa serie di fantascienza Mondadori, “Urania”. È L’uomo a un grado Kelvin, romanzo di Piero Schiavo Campo, classe 1961, autore di Bregnano che ha vinto il

“Premio Urania 2012”, concorso con cadenza annuale che permette di scoprire nuovi talenti nella “science fiction” e nei suoi vari sottogeneri.
Schiavo Campo è nato a Palermo ma è vissuto a lungo a Milano, a parte alcuni anni a Bologna, in cui si è occupato di astrofisica. È docente a contratto di Teoria e tecniche dei nuovi media all’Università di Milano Bicocca. Per quanto riguarda la narrativa, ha pronti due romanzi brevi di carattere fantastico, uno dei quali è stato pubblicato sul sito “Ilmiolibro.it”.
Il romanzo si apre con l’apparizione del cadavere congelato di uno scienziato, il professor Jan De Ruiter, nel palazzo delle Stelline di Milano, e tratta di misteri della fisica ai confini della realtà, come il teletrasporto e i varchi tra le varie dimensioni spazio-temporali.
«Inizialmente ho scritto senza velleità di pubblicazione: amo da sempre scrivere per diletto. Da due anni era pronto questo lavoro. Poi un’amica che lavora nell’editoria mi ha convinto a mandare il testo al concorso di “Urania”. Mi ha fatto molto piacere il risultato e vorrei ne fosse tratto un film», dice l’autore lariano.
Il romanzo, di fantascienza ma dalla trama molto “thriller”, è ambientato nel 2061 e ha anche spunti sociali. Con critiche all’abuso delle tecnologie digitali, ad esempio, ma anche alla divisione in classi per evitare il confronto con la sfida multietnica. Infatti è ambientato in una Milano del futuro divisa in spicchi a compartimenti stagni, dominati da etnie differenti.
«Nel libro parlo di cose vere, anche se paiono fantascienza. Ad esempio, teoricamente il “teletrasporto quantistico” è realtà di fatto dal 2000 – dice l’autore – E poi la sfida, per me che insegno i nuovi media, è stato dotare i computer e il web di un’interfaccia con l’utente molto simile alla nostra “Second life”. Oggi è archeologia, ma ipotizzo che torni a dominare il web a metà secolo. Sarebbe geniale dotare i social network attuali di veri e propri avatar che l’utente può indossare a piacimento. Certo, i problemi psicologici e quelli legati alla sicurezza in questo modo aumenterebbero».
“Second life” oggi è morta. Perché? «Il sistema non era agganciato al web. Per entrarvi occorreva un accesso a Internet, ma di fatto era un mondo separato. Invece se lo si integra nel sistema della rete di oggi e nei social come Facebook, funzionerebbe eccome. Il vincolo, mi hanno spiegato i tecnici, è che il software richiede molta potenza di calcolo. Un limite che, immagino nel mio romanzo, tra mezzo secolo verrà superato. Ora i miei amici li vedo sul video solo come pallini verdi, se sono online. Nel mio libro sarebbero personaggi dotati di forme e vite proprie».

Lorenzo Morandotti

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.