«Seconda ondata, i giovani sono i maggiori responsabili». Ats Insubria richiama alla massima consapevolezza

Analizzati in tutto 3.071 tamponi

«In questa seconda ondata sono stati gli studenti e i ragazzi più piccoli, spesso asintomatici, a portare il Covid in famiglia. E da qui il contagio si è poi propagato. La seconda ondata nasce così, da tutto ciò che gravita intorno alla scuola, dai viaggi sui mezzi pubblici stipati all’inevitabile minor attenzione alle misure di sicurezza dentro la propria abitazione».
Non si tratta di un’accusa ma di una realtà di fatto che emerge dai dati costantemente rilevati ed elaborati da Ats Insubria. Ecco allora che le parole del direttore sanitario Giuseppe Catanoso acquistano un significato ancor più dirompente in previsione sia delle immediate concessioni previste dalla zona gialla che, soprattutto, dal ritorno annunciato degli studenti delle superiori a scuola dal prossimo 7 gennaio. Anche perché purtroppo, se qualcosa non dovesse funzionare al meglio, il 2021 potrebbe cominciare con quella che gli esperti definiscono già come la quasi inevitabile terza ondata. E proprio in vista del ritorno in classe degli studenti più grandi dopo l’Epifania, lunedì è in programma un nuovo incontro con il Prefetto, per valutare tutte le soluzioni più efficaci. «Noi non abbiamo potere impositivo su quella che è la gestione dei mezzi pubblici – dice ancora Catanoso – ma chiederemo di promuovere una maggiore vigilanza nei luoghi a rischio assembramento, in prossimità delle scuole, alle fermate degli autobus ad esempio». Non sembra percorribile al momento la possibilità di test rapidi a tappeto «perché – chiudono i vertici di Ats – hanno una sensibilità diagnostica inferiore e la persona asintomatica ha una carica virale più bassa di una con sintomi». Quindi si rischierebbe di avere numerosi «soggetti negativi che poi in realtà non lo sono. Insistiamo nel dire che bisogna puntare sull’educazione dei ragazzi», dicono da Ats, specificando proprio come ciascuno sarà chiamato a fare la propria parte, essendo una responsabilità comune.
«Sto vedendo autobus e treni affollati e da gennaio ci sarà un ulteriore incremento – spiega il direttore sanitario Giuseppe Catanoso – è fondamentale evitare assembramenti sui mezzi e fuori dalle scuole, bisognerà vigilare soprattutto su queste situazioni extrascolastiche. Dal canto nostro ci stiamo preparando in anticipo per poter gestire una terza ondata, ma vorremmo tutti che non si verificasse». Indispensabile dunque compiere ulteriori sacrifici già a partire dalle feste di Natale. «In casa si tende ad abbassare la guardia e la trasmissione avviene negli spazi comuni. Insomma – viene ribadito – non bisogna trascurare nulla e si deve prestare attenzione alle misure igieniche e alle distanze. Consapevolezza e comportamenti virtuosi sono la prima arma di prevenzione». La situazione dunque è ancora lontana dall’essere risolta, come evidente, ma il lavoro messo in atto sta dando buoni risultati. Da qui il richiamo costante a non abbassare la guardia proprio ora e un ultimo appello. «Bisogna resistere e continuare con la massima attenzione fino alla prossima estate – conclude il direttore – Non si tratta di un lungo periodo, ecco perché non dobbiamo commettere errori».

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