Seconda rata Imu, caos sul Lario. «Nuove aliquote ancora sconosciute»

Molti Comuni non hanno ancora deliberato. E la scadenza è vicina
Inizia, lentamente ma in maniera inesorabile, a risuonare l’allarme Imu. A un mese e mezzo dalla scadenza dell’ultima rata, prevista per il prossimo 17 dicembre, continua a regnare molta incertezza. Sul banco degli imputati, questa volta, l’88% dei Comuni italiani che fino a oggi non hanno stabilito le aliquote. I ritardatari avranno tempo fino a domani per deliberare, e altri 30 giorni per la pubblicazione e la trasmissione al ministero dell’Economia. Risultato: come denunciato dalla consulta
dei Caf, un esercito di contribuenti – comaschi inclusi – ancora non sa a quanto ammonterà il saldo dell’imposta.
E la situazione della nostra provincia non è certamente delle migliori. Nei Caf cittadini prevalgono l’attesa e la preoccupazione per i possibili ritardi.
«Iniziano ad arrivare molte telefonate. Ci chiedono informazioni – dicono dal Caf Cisl di Como – Vogliono sapere se le aliquote sono aumentate o meno. E spesso non sappiamo ancora come rispondere».
Su 161 Comuni della nostra provincia, attualmente 114 hanno già deliberato e di questi una ventina ha deciso di aspettare fino all’ultimo minuto utile per poter eventualmente apportare delle modifiche. La tendenza più diffusa è mantenere invariata l’aliquota per l’abitazione principale e aumentare quella sulle seconde case.
In base a una recente elaborazione, non ancora ultimata, eseguita dal Caf Cgil, risulta come – su 125 Comuni del territorio – l’aliquota media per l’abitazione principale sia del 4,39 per mille con incremento medio pari allo 0,39 per mille, mentre l’aliquota media per gli altri fabbricati sia dell’8,5 per mille con un incremento medio pari allo 0.9 per mille.
Dei 125 Comuni, 78 hanno lasciato invariato l’aliquota della casa principale (4 per mille). Mentre 43 comuni hanno alzato quella dell’abitazione principale.
Intanto preoccupazioni per l’avvicinarsi della scadenza vengono espresse anche da Danilo Lillia, responsabile Caf Cna. «I ritardi negli aggiornamenti delle aliquote sono eccessivi. Non esiste un database completo delle aliquote deliberate dai Comuni della provincia di Como e anche Anci e il Mef (ministero Economia e Finanza) sono in ritardo nella messa a disposizione delle delibere già approvate – ha detto Lillia – E gli aggiornamenti nelle pubblicazioni ufficiali potrebbero essere disponibili solamente nella seconda metà di novembre. Troppo a ridosso della scadenza». Per aiutare i contribuenti nella compilazione dei moduli, però, a ciascun Caf non basta conoscere le aliquote deliberate dai Comuni della rispettiva provincia.
«Noi gestiamo più di mille Comuni su tutto il territorio nazionale perché c’è chi ovviamente ha anche la seconda casa nei paesi di villeggiatura o nella città d’origine – continuano dal Caf Cisl di Como – E così dobbiamo anche recuperare le aliquote e le delibere di questi Comuni e fare i conteggi necessari. È complesso e il tempo intanto corre velocemente». Stessa preoccupazione viene ribadita anche dal patronato delle Acli. «La consulta nazionale Caf ha chiesto più volte una proroga della data per il saldo dell’Imu. Ma sembra proprio che non se ne faccia nulla», aggiungono dalla Cgil.
«Per ora ci troviamo in una situazione di stallo – commenta Luca Di Filippo, commercialista dello studio commercialista Lanzara di Como – Non tutti i Comuni hanno concluso le operazioni per determinare le aliquote e ciò potrebbe rallentare il meccanismo. Si spera che vengano tenuti nella dovuta considerazione quanti si trovano nelle situazioni di maggior difficoltà e disagio».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Molti comaschi stanno prendendo d’assalto i Caaf per avere delucidazioni

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