Secondo dormitorio, decisive le vacanze. Mozione appesa alle ferie dei consiglieri

Senzatetto, deboli, clochard, homeless

Alla fine, saranno le ferie e le partenze anticipate per le vacanze a decidere le sorti del secondo dormitorio della città di Como. Incapaci di trovare una soluzione politica, un accordo cioè che si basi sul dialogo e il confronto tra posizioni differenti, i partiti e i gruppi che siedono in consiglio comunale si aggrappano all’ultima speranza: il calendario estivo.
Domani sera, se tutto andrà come previsto (ma le incognite, come vedremo, non mancano), la mozione che chiede alla giunta di individuare i locali per una nuova struttura assistenziale interamente dedicata ai senza fissa dimora dovrebbe essere votata e approvata. Grazie soprattutto all’assenza annunciata del consigliere di Civitas Bruno Magatti, in partenza appunto per le vacanze. A favore della mozione si sono schierate nelle settimane scorse tutte le opposizioni (tranne la Lista Rapinese), ma anche Forza Italia, Fratelli d’Italia e i due componenti del Gruppo misto.
Sulla carta i numeri ci sono. Ma il sì di Fratelli d’Italia (i cui 4 consiglieri sono decisivi) è subordinato all’approvazione di un emendamento sulle regole della struttura che è stato necessariamente accantonato per il veto di Magatti.
Il regolamento del consiglio comunale (articolo 28) impone infatti che le modifiche alle mozioni siano accolte da tutti i proponenti. Come uscire, quindi, dallo stallo? Semplice. Facendo ricorso al vecchio trucco popolare “occhio non vede, cuore non duole”. Domani sera, il capogruppo di Civitas non ci sarà. Il gruppo di Fratelli d’Italia potrà presentare un nuovo emendamento, diverso (ma simile) da quello bocciato in precedenza. E in assenza di contestazioni – che sempre per l’articolo 28 devono essere formalizzate al momento della discussione – si procederà oltre. Tutto risolto, allora?
Non proprio. Perché l’altra parte del consiglio, i contrari al dormitorio, potranno sempre attuare una classica melina per trascinare la seduta oltre la mezzanotte. All’ordine del giorno ci sono altri due punti: la presentazione dell’assestamento di bilancio e la convenzione con la Provincia per il battello spazzino. Se tutti i consiglieri leghisti e della Lista Rapinese chiedessero di intervenire si potrebbe tirarla lunga. Nel tentativo di rinviare tutto alla settimana prossima, quando sono già state calendarizzate altre tre riunioni (il 29, 30 e 31).
In questo caso, il gioco delle assenze ribalterebbe il finale. Dato che in consiglio non sarebbero presenti alcuni consiglieri di opposizione anch’essi in partenza annunciata, chi per le ferie e chi per motivi professionali. Tutto, insomma, si decide domani sera. O la va o la spacca.

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