Secondo forno, arriva lo stop della Regione

Un'immagine del forno crematorio di Como

L’assessore Gallera: «Nel 2019 ci sarà un nuovo regolamento»

Nessun nuovo forno a Como, almeno non in tempi brevi. Il Comune ha già annunciato l’intenzione di realizzare un secondo impianto per le cremazioni, indicando un’area nel cimitero di Camerlata per la collocazione, ma dalla Regione arriva uno stop preventivo al progetto, che al momento non può essere autorizzato.
«La Regione interverrà con un nuovo regolamento per individuare gli ambiti carenti dal punto di vista dei servizi cimiteriali e delle cremazioni – spiega l’assessore al Welfare Giulio Gallera – Vogliamo rivedere completamente le vecchie normative attualmente in vigore e lo faremo il prossimo anno con un intervento ad hoc, che partirà da una mappatura della situazione in essere».

L’assessore ai Cimiteri del Comune di Como, Francesco Pettignano, ha effettuato recentemente un sopralluogo a Camerlata, confermando la volontà di avviare un secondo forno. Il capoluogo però ha già un impianto per le cremazioni, bloccato da anni.

«Con il nuovo regolamento procederemo anche con un bando con regole chiare e trasparenti – dice Gallera – I Comuni interessati a realizzare nuovi impianti potranno presentare progetti e candidature che poi saranno valutati da un’apposita commissione che stabilirà dove e quando realizzare ulteriori impianti».

«Se il Comune di Como ha un forno fermo e deve riattivarlo naturalmente può farlo – aggiunge Gallera – Diversamente, per un eventuale secondo forno dovrà sottostare alle nuove regole e ai tempi della procedura, che sarà definita il prossimo anno. Prima non sono previste altre autorizzazioni».

«I primi sopralluoghi che abbiamo compiuto – dice Francesco Pettignano – ci fanno sperare che il sito di Camerlata sia idoneo, previe verifiche sulle distanze con l’attiguo Campo Coni. Per il momento speriamo possa ripartire il vecchio forno crematorio. Confidiamo che con l’arrivo del nuovo presidente dell’amministrazione provinciale Fiorenzo Bongiasca si snellisca l’iter per l’autorizzazione che l’ente Provincia deve concederci per le operazioni di collaudo dell’impianto presente al Monumentale».

Va ricordato infatti che a inizio ottobre il Comune di Como ha provveduto a inviare alla Provincia la richiesta di autorizzazione alle emissioni in atmosfera. La Provincia ha 120 giorni per autorizzare il collaudo.

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