Secondo lotto della Tangenziale di Como. Braga e Butti: «Rispetto per il territorio»

Tangenziale Como

«Territorio comasco dimenticato». Chiara Braga e Alessio Butti, pur su schieramenti agli antipodi, reagiscono così alla cancellazione del progetto del secondo lotto della Tangenziale di Como da parte dell’Autostrada Pedemontana lombarda. Cambiano solo i destinatari delle accuse. Chiara Braga va infatti all’attacco solo del governo regionale, mentre Butti colpisce Milano e Roma. Dall’altra parte, Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno della Lega, vede ancora uno spiraglio e pensa positivo e infine il Cinquestelle Giovanni Currò sembra mettere la pietra tombale sulla possibilità di trovare fondi per la bretella Albate-Albese all’interno del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. La colpa? Della Regione. Ecco le loro dichiarazioni in materia.
«L’annuncio in pompa magna del presidente Fontana sul completamento della Pedemontana lascia perplessi – commenta Chiara Braga – nonostante tutte le promesse fatte in campagna elettorale sulla gratuità del pedaggio e la realizzazione del secondo lotto abbiamo assistito a un silenzio imbarazzante sulla Tangenziale di Como, nemmeno citata dalle dichiarazioni della Lega che governa la Regione e che esprime pure il sottosegretario alle infrastrutture Morelli».
«Regione Lombardia e Pedemontana devono spiegare questo atteggiamento irrispettoso verso il nostro territorio – ha aggiunto la parlamentare Dem – Quella di venerdì è stata soprattutto una passerella politica. Sul completamento delle altre tratte di Pedemontana secondo un progetto obsoleto e superato ci sono molte criticità ambientali e infatti saranno oggetto di una nuova valutazione di impatto ambientale, come giustamente ha sottolineato il gruppo del Pd in Regione e nell’interlocuzione che stiamo avendo con il Ministero delle Infrastrutture, ponendo una necessità di revisione del progetto che dovrà coinvolgere necessariamente anche la Regione», conclude.
«Secondo lotto della Tangenziale di Como addio, ed esigente del territorio dimenticate in solaio», interviene il parlamentare di Fratelli d’Italia, Alessio Butti. «Da anni, con resoconti parlamentari, chiedo che governo statale e Regione reperiscano fondi per il completamento del secondo lotto della Tangenziale di Como che già il Cipe, nel 2009, aveva definito “opere connesse” al sistema pedemontano – ricorda Butti – Ho riproposto il finanziamento dell’opera, già pronta per il cantiere, in più occasioni in tutte le sedi. Le risposte ottenute, molto spesso verbalizzate, fanno ridere».
Butti ne ripropone qualcuna. «Hanno detto anche che “l’autostrada Pedemontana è privata”. Infatti io chiedevo che fosse coinvolta, per finire il secondo lotto, Cassa Depositi Prestiti (cassaforte pubblica), come poi hanno fatto ora, insieme alla Bei (Banca Europea Investimenti), per il completamento dell’autostrada con la beffarda esclusione della tangenziale di Como».
«Hanno detto che “il secondo lotto non è opera strategica”. Storie! Ho visto inserire, dalla maggioranza prima gialloverde, poi giallorossa e ora arlecchino, con Draghi, opere clientelari prive di ogni requisito strategico. La Tangenziale di Como risponde invece a tutti e quattro i requisiti richiesti. Hanno detto “il secondo lotto della tangenziale di Como non ha senso se inserito nel piano delle opere propedeutiche alle Olimpiadi invernali 2026”. Eh sì… perché infatti le statali del Lario non collegano le città pedemontane con la Valtellina (teatro di parecchie prove olimpiche). Lascio ai lettori ogni commento».
«Purtroppo non ci sono stati interesse, volontà politica, attenzione al territorio. Quindi credo che sia passato anche l’ultimo treno utile per sperare in un’opera essenziale per il territorio di Como – dice ancora Butti – Nessuna polemica, ma solo la preghiera rivolta a tutti: andate a leggervi le dichiarazioni più o meno ufficiali rilasciate dai cosiddetti stakeholder in questi anni… traete voi le conclusioni».
Il sottosegretario canturino, Nicola Molteni, rappresenta con la Lega la maggioranza sia in Regione sia in Parlamento. Le sue parole sono di speranza, pur nelle difficoltà di trovare i fondi per un’opera così costosa.
«Sul secondo lotto della Tangenziale di Como continuiamo a lavorare consapevoli delle difficoltà, soprattutto relative ai costi – commenta l’onorevole Molteni – Tremezzina, Pedemontana, Canturina bis ed elettrificazione della linea ferroviaria Como-Cantù-Lecco rientrano nel Pnrr. Sono le principali opere strategiche per il territorio comasco e canturino che vedranno la luce per il futuro – dice ancora Molteni – Sono fondamentali per lo sviluppo e il rilancio economico e di impresa del nostro territorio. Abbiamo lavorato per ottenere queste strategiche opere pubbliche e sono risultati importanti, che rivendico e che devono impegnare il prossimo futuro. Posso tranquillamente dire che sono orgoglioso di queste opere che creano anche lavoro e indotto per le aziende del territorio».
Poche infine le speranze del deputato Cinquestelle, Giovanni Currò riguardo il reperimento di fondi per il secondo lotto grazie al recovery. «Il Pnrr riguarda altre tipologie di opere – commenta Currò – tutte le possibilità sono sempre in mano alla Regione, che ormai da anni promette di aver trovato i fondi, ma da troppo tempo nel territorio non si vede un euro regionale. I prossimi interventi finanziati grazie al recovery sul nostro territorio riguardano la mobilità sostenibile, portando sistemi di alta velocità nel tratto Milano-Chiasso», conclude Currò.

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1 Commento

  • Massimo Cordasco , 7 Settembre 2021 @ 12:21

    Il gioco della politica vuole che tutti si interessino del secondo lotto della tangenziale, importantissimo. C’è invece un’opera relativamente piccola, la cui realizzazione darebbe un significato maggiore a quanto (poco) già realizzato. Mi riferisco ad una bretellina che scavalchi la ferrovia e colleghi la rotatoria in fondo alla via Clemente XIII a quella posta all’inizio della pedemontana. Questa opera renderebbe più fruibile la tangenzialina per i residenti di Albate, Trecallo, Lora e per le ambulanze dirette all’ospedale, evitando il nodo di Camerlata. Bisognerebbe, in sostanza, intervenire come si è fatto per il peduncolo di Cermenate. Spero che qualcuno se ne occupi.

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