Monumenti a Como, la segnaletica è tutta da rifare

Una città d’arte da rifare – Dopo la denuncia del “Corriere di Como” Palazzo Cernezzi ammette: da rivedere la cartellonistica dei tesori d’arte e architettura
Como vuole essere una città turistica a tutto tondo. Ma ha qualche problema a segnalare i propri monumenti, come abbiamo evidenziato domenica con un semplice tour in auto lungo il “girone”: la cartellonistica relativa ai tesori d’arte e architettura è sporadica se non mancante o addirittura fuorviante.
Una situazione che nel complesso non è azzardato definire imbarazzante. Che ne pensa il neoassessore alla Cultura e al Turismo di Palazzo Cernezzi, Luigi Cavadini?
«Il turismo è
uno dei motori dello sviluppo, anche economico, di Como. E pertanto il sistema della segnaletica cittadina legata ai monumenti trovo sia da rivedere complessivamente come strumento strategico di prim’ordine – dice il critico d’arte lariano – anche alla luce di quanto evidenziato dal vostro servizio e da quanto i lettori vi vorranno a loro volta segnalare tramite mail e social network».
Come si procederà a questa “revisione complessiva” Cavadini non lo rivela nel dettaglio, dipende anche dai fondi in bilancio, ma le linee-guida sono chiare: «Certo – dice l’assessore – non tutti i monumenti si possono elencare con cartelli indicatori. Alcune aree di particolare interesse si possono però porre all’attenzione dei visitatori con denominazioni riassuntive già “storicizzate” come la “Cittadella razionalista” del lungolago, che comprende il Novocomum di Giuseppe Terragni, lo stadio e il Monumento ai Caduti, altra opera dell’insigne architetto di Meda, e altri tesori del ’900. Ma più in generale occorrerà porre mano a una revisione generale della cartellonistica, previa “mappatura” di tutti i monumenti, integrando le competenze dell’ufficio Cultura e dell’ufficio Turismo di Palazzo Cernezzi. L’importante è che al visitatore arrivino tutte le informazioni utili per poter conoscere un punto d’interesse in città. È altrettanto chiaro che la segnaletica che abbiamo oggi corrisponde a logiche invecchiate: alcuni cartelli sono ancora di colore giallo, quando il Codice della Strada assegna a queste informazioni il marrone. E non è azzardato immaginare che in futuro si possa scaricare sul proprio smartphone, all’arrivo in Como, la mappa dettagliata con le informazioni e le indicazioni da seguire per arrivare ai monumenti-chiave della città».
In attesa che la giunta Lucini prenda atto della situazione e deliberi in merito («Ci potrebbero essere novità a breve, dato che anche l’opposizione si è mossa», dice Cavadini), proprio dalla minoranza e cioè dal consigliere del Pdl Marco Butti viene la proposta per una riqualificazione della segnaletica turistica, «preceduta da un’attenta ricognizione in convalle, accompagnata da una riflessione con il presidente di Spt, Fabrizio Quaglino, oltre che all’analisi di alcune esperienze in altre città». In particolare Butti ha segnalato al Comune le «pessime condizioni della cartellonistica all’incrocio tra via Venini e via Regina, tesa a indicare alcune basiliche e altre zone d’interesse» e le «pessime condizioni di buona parte della cartellonistica lungo le mura. Nello specifico segnalo lo stato della segnaletica relativa a Porta Torre che, oltre a essere oscurata durante i giorni di mercato, si presenta in condizioni indecenti, anche a causa di vandalismi di ogni genere». Butti lamenta anche l’«assenza di adeguata cartellonistica presso la “Casa del Balilla”, il Monumento ai Caduti e la sede delle due storiche società sportive di viale Puecher» e rimarca inoltre l’assenza di indicazioni in lingue straniere e dell’uso, nell’approccio con il turista, delle nuove tecnologie come quelle peraltro indicate da Cavadini qui sopra.
Intanto è da segnalare che giovedì prossimo alle 14 nell’aula magna dell’Università dell’Insubria di via Sant’Abbondio a Como la studentessa Roberta Macchia discuterà una tesi in cui si toccherà proprio l’argomento della carenza di informazioni turistiche per i monumenti. Nella tesi Monumenti che celebrano il trionfo dell’acqua e l’emozione della pietra. Le terme romane a Como: proposte per una più ampia fruizione che discuterà nell’ambito del corso di laurea in Scienze dei Beni e delle Attività Culturali, non mancherà di accennare alle scarse informazioni che giungono ai turisti su questo importante pezzo della Como antica. Come evidenziato dal nostro tour, in viale Lecco dove sorgono le terme non c’è cartello di sorta che le indichi, tranne la facciata dell’autosilo del Valduce che è sorto sopra di loro.
Da ricordare infine, come contributo di una lettrice, Maria Giovanna Arnaboldi, che abita nel centro storico di Como: «Frequentemente constato come la casa “avita “ di Volta al n° 62 dell’omonima via sia priva di segnalazioni che consentano di raggiungerla agevolmente provenendo dal centro.
Spesso aiuto turisti, soprattutto stranieri, a individuarla».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Il cartello “vecchio stile” di colore giallo e in pessimo stato che segnala la basilica di San Carpoforo (Fkd)

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