Sellerio accende i riflettori su Bontempelli

Massimo Bontempelli

Sellerio pubblica il nuovo saggio di Paolo Aquilanti “Il caso Bontempelli. Una storia italiana”.
Massimo Bontempelli, lo scrittore comasco artefice del Realismo magico che Borges considerò un maestro, eletto senatore nel 1948, nel 1950 perse il seggio con votazione del Senato, perché curatore, nel 1935, di un’antologia scolastica giudicata «di propaganda fascista». Una memoria civile di straordinaria efficacia che Paolo Aquilanti racconta attingendo alla documentazione originale e mescolandola alla vicenda umana dello scrittore.

Massimo Bontempelli, lo scrittore artefice del Realismo magico che Borges considerò un maestro, nel 1937 aveva preso le distanze dal fascismo; poco dopo, s’era rifiutato di succedere nella cattedra a un ebreo discriminato. Eletto senatore nel 1948, nel 1950 perse il seggio con votazione del Senato, perché curatore, nel 1935, di un’antologia scolastica giudicata «di propaganda fascista». A differenza di quasi tutti – compresi i persecutori antisemiti –, Bontempelli pagava un’applicazione particolarmente rigorosa delle leggi. Un caso italiano che Paolo Aquilanti (Roma, 1960) racconta, comprimendolo nella giornata del voto decisiva per il letterato, ammonitrice e premonitrice per l’Italia, dalla mattina alla sera come vissuta dal protagonista, «in aderenza ai fatti e con licenze d’immaginazione».

Paolo Aquilanti (Roma, 1960), per molti anni consigliere parlamentare al Senato della Repubblica, dal 2017 è Consigliere di Stato.

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