Sempre meno rifiuti indifferenziati in città

altSecondo gli ultimi dati si è passati da 2mila a 800 tonnellate al mese
(a.cam.) Bidoni che restano esposti troppo a lungo, ritiro degli umidi troppo presto di pomeriggio, punti di raccolta vicini ai negozi. A 4 mesi dall’avvio della differenziata porta a porta a Como, restano problemi e criticità, anche se la situazione è notevolmente migliorata e il rodaggio sembra ormai completato.
Ieri mattina gli esercenti comaschi hanno incontrato i rappresentanti di Comune e di Aprica, la società incaricata di gestire il servizio. Una riunione dai toni decisamente meno

accesi rispetto a 2 mesi fa, quando i commercianti avevano pesantemente contestato il nuovo sistema.
«C’è ancora da fare per migliorare il servizio ma molte criticità sono state risolte – ha detto Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como – Tra i punti principali resta sicuramente la permanenza prolungata dei bidoni, anche se vuoti, sulla strada». Per quanto riguarda la raccolta degli umidi, molti esercenti contestano il ritiro alle 18 e chiedono che sia posticipato, come già avviene in via sperimentale in alcune zone.
«Stiamo valutando la possibilità di estendere il più possibile il ritiro posticipato», ha detto Roberto Martinelli, responsabile tecnico di Aprica. Soddisfatto dell’incontro l’assessore all’Ambiente di Como, Bruno Magatti, che ha voluto sottolineare i primi numeri positivi.
«La quantità di indifferenziato è più che dimezzata, da 2mila a 800 tonnellate al mese – ha detto – Per la plastica, la percentuale di materiale improprio nei sacchi è passata dal 30 al 15%. È faticoso, ma otteniamo i risultati sperati».

Nella foto:
I relatori al tavolo organizzato ieri mattina dalla Confcommercio di Como (foto Mv)

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