Sempre più occhi a mandorla anche nel mercato dei souvenir

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La statistica della Camera di Commercio milanese

Un’altra filiera importante per il Comasco, quella del turismo, vede in crescita la manodopera asiatica. Anche le Lucie in miniatura e analoghi souvenir griffati Lario (matite, penne, cartoline, soprammobili di varia natura) hanno da qualche tempo gli occhi a mandorla.
Sì, perché pure le memorie delle vacanze hanno sul nostro territorio una firma orientale.
Se in Lombardia una impresa su dieci delle 2.242 attive nel campo della produzione di oggetti ricordo è straniera, la maggioranza

viene soprattutto da Cina e Bangladesh.
La fotografia della situazione emerge da una recente elaborazione dell’ufficio studi della Camera di Commercio di Milano che si basa sui dati del registro delle imprese al primo trimestre 2013 e su dati dello stesso periodo dell’anno precedente, relativi alle sedi di impresa ed ai titolari di impresa individuale.
Secondo tale statistica dell’ente camerale meneghino, il 42,6% delle imprese attive nel settore ha sede a Milano, provincia che, con le sue 955 attività è prima in Lombardia, seguita da Brescia (247 attività) e Bergamo (221).
Quarta è la nostra “cugina” Varese, con 211 imprese. Como ne ha 83 e con questo dato esprime il 3,7% dell’intera potenzialità lombarda. In tutto sono 227 le imprese straniere attive in Lombardia nel settore, il 10,1% del totale. Milano concentra il 57,3% delle imprese straniere, Brescia è seconda con il 15,9%. I titolari sono soprattutto cinesi (30,2% dei titolari di impresa individuale nati all’estero) e originari del Bangladesh (6,7%).
Se analizziamo la statistica nel dettaglio, scopriamo che in provincia di Como sono 16 le attività che si occupano di commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria, inclusa in tale categoria la vendita di oggetti ricordo e gli articoli di promozione pubblicitaria. Mentre sono in tutto 13 le attività commerciali che si occupano di oggettistica e bomboniere. In generale, sul territorio della Lombardia crescono in un anno in modo rilevante (+46,3%) i negozi al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori (complice probabilmente il boom delle sigarette elettroniche). In provincia di Como se ne contano 35, mentre sono 11 i negozi che vendono al dettaglio oggetti d’arte (comprese le gallerie d’arte propriamente dette). Solo 4 in provincia i negozi che propongono oggetti di artigianato. In tutto gli esercizi sono cresciuti nel giro di un anno in maniera significativa, si parla di 78 unità in più tra 2012 e 2013.

Nella foto:
Sempre più manodopera asiatica per produrre i souvenir da vendere ai turisti

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