Cronaca

Sempre più stranieri in regola puntano al Ticino

altIl fenomeno – Lo denunciano le guardie di confine elvetiche
Molti immigrati regolari vogliono lasciare l’Italia per trasferirsi in Svizzera

 

(m.d.) Non solo i clandestini, non solo i frontalieri. Persino gli stranieri che vivono regolarmente in Italia vogliono andare a lavorare in Svizzera. È l’ultima tendenza che emerge dal lavoro delle guardie di confine elvetiche. Secondo quanto riportato dal “Corriere del Ticino”, infatti, i gendarmi svizzeri si trovano a dover fare sempre più i conti con questa nuova categoria di persone che puntano a varcare il confine non soltanto per trovare un’occupazione più stabile e meglio retribuita, ma soprattutto per cambiare il Paese in cui vivono. L’obiettivo, insomma, è quello di lasciare l’Italia e trasferirsi in terra

elvetica. Una prospettiva che molti comaschi accarezzano da tempo, e che in tanti, singoli cittadini e imprese, hanno già concretizzato.
A bussare alle porte della vicina Confederazione è un numero crescente di immigrati che hanno tutte le carte in regola per vivere in Italia ma che, per effetto della lunga recessione in atto nella Penisola o per il timore che la situazione al di qua del confine possa peggiorare drasticamente, vogliono lasciare a tutti i costi il nostro Paese. Eppure, a detta della stessa polizia di confine ticinese, si tratta di persone che «non hanno apparentemente la necessità di lasciare l’Italia», perché non sono immigrati clandestini giunti, in cerca di asilo, dal Nord Africa dopo gli scontri di piazza della “Primavera araba”, dall’Iraq o dal Pakistan. Sono piuttosto immigrati che da anni vivono e lavorano in Italia con tutta la documentazione necessaria o che addirittura sono diventati connazionali naturalizzati perché hanno regolarmente ottenuto la cittadinanza italiana.
Con sempre maggior frequenza, gli agenti elvetici si imbattono in questi stranieri italianizzati che chiedono di poter andare ad abitare, e a lavorare, in Ticino. Cosa che ovviamente è possibile solo se si percorre l’iter previsto dalla normativa elvetica, con tanto di permessi e carte in regola.
Questa categoria di immigrati si mischia sempre più spesso ai clandestini veri e propri, quel flusso ininterrotto di disperati che, sbarcato in Italia, punta poi a risalire la Penisola per approdare nel resto d’Europa. E che si tratti di un flusso consistente lo confermano i più recenti dati resi noti dalle guardie di confine ticinesi, secondo le quali dall’inizio dell’anno a oggi sono stati intercettati ben 1.400 clandestini. Un numero che ricalca quanto avvenuto nel 2012 quando, a conti fatti, furono 7.500 gli stranieri illegalmente entrati nella Confederazione e fermati dagli agenti elvetici. Il che vuol dire 20 clandestini fermati ogni giorno al confine tra l’Italia e la Svizzera. Un numero che è peraltro in costante crescita, tenuto conto del fatto che nel 2011 gli irregolari individuati erano stati 3.800.
Sia nel 2012, sia nei primi mesi di quest’anno, la gran parte degli irregolari individuati dalle forze dell’ordine svizzere – circa il 90% del totale – viaggiava sui treni e sperava di riuscire a eludere i controlli effettuati dalla polizia di confine. Il treno, hanno di recente spiegato le stesse guardie di confine ticinesi tracciando il bilancio del 2012, «è il mezzo più conveniente e pratico per chi prova a farla franca».

Nella foto:
Dall’inizio dell’anno a oggi, le guardie di confine ticinesi hanno intercettato 1.400 clandestini (Mv)
26 marzo 2013

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