Senna, il tributo a 25 anni dalla scomparsa. Il ricordo di Fabio Panzeri, il comasco che incontrò il campione brasiliano

Ayrton Senna

«Il mio ricordo di Ayrton Senna? Di una persona che curava ogni particolare, che sapeva ascoltare e che aveva profondo rispetto del lavoro degli altri». Fabio Panzeri, designer comasco che ha lavorato per i più importanti marchi mondiali della moda, ricorda così il campione brasiliano di Formula 1, scomparso esattamente 25 anni fa in un incidente durante il Gran Premio di Imola.
All’inizio degli anni ’90, poco più che ventenne, il comasco collaborava con il marchio che forniva l’abbigliamento alla McLaren, il team del brasiliano. Panzeri accettò un invito ai box per la corsa di Monza ed ebbe l’occasione di vedere da vicino ed interagire Senna. Nella triste ricorrenza della scomparsa del tre volte campione del mondo, Fabio ne traccia un ricordo. «Ero ai box durante il sabato di prove e mi ero messo in un angolo per non disturbare – racconta – Quando Senna entrò venne subito da me chiedendomi chi fossi. “Non ti ho mai visto”, mi disse. Glielo spiegai e lui mi diede appuntamento per la conclusione delle prove, dove, come sua abitudine, conquistò la pole position».

Fabio Panzeri a Singapore in occasione del Gram Premio di Formula 1
Fabio Panzeri a Singapore in occasione del Gram Premio di Formula 1


«Per me fu una grande emozione, visto che di Senna sono sempre stato tifoso fin da quando fece conoscere le sue qualità agli esordi con la Toleman» racconta ancora Panzeri da Singapore, dove è attualmente operativo. «Al termine, contrariamente a molti altri piloti, che erano soliti abbandonare di corsa gli autodromi, Ayrton si fermò a lungo con i suoi meccanici, discutendo di ogni particolare, osservando il loro lavoro e intervenendo quando vedeva che veniva fatta qualche modifica».
Poi fu il turno del designer comasco. «Fu gentilissimo, mi aveva promesso che si sarebbe fermato con me e lo fece davvero. Rimanemmo assieme per mezz’ora a discutere e la cosa curiosa è che non ero io a fare domande a lui, al grande campione, ma lui a me – aggiunge – Voleva sapere perché avevo disegnato le tute in un certo modo e perché avevo piazzato i marchi in un posto al posto che in un altro. Quando terminai di spiegare mi concesse l’onore di entrare nell’abitacolo della sua vettura e mi spiegò tutto, a partire dal volante, che cominciava già ad essere abbastanza complicato, anche se non era tecnologico come quello di oggi, visto che stiamo parlando del 1991».
Ma soprattutto Ayrton Senna fece a Fabio Panzeri un regalo che il designer lariano ancora oggi conserva gelosamente. «Mi diede il suo cappellino, quello blu che tutti gli appassionati conoscono e mi disse: “Guarda che questo è originale, non è come quelli che trovi nelle bancarelle”. Ma non solo: io avevo il pass soltanto per il sabato, ma lui si preoccupò di farmene avere uno anche per la domenica per assistere alla gara». Per la cronaca, quel Gran Premio di Monza fu vinto da Nigel Mansell, davanti allo stesso Ayrton Senna e, nell’ordine, Alain Prost, Gerhard Berger e un giovane ed emergente Michael Schumacher.
«Da quel giorno la McLaren mi ha sempre invitato ad ogni Gran Premio – conclude Panzeri – e quando sono riuscito, sono sempre andato a seguire le corse da vicino. Poi non ho avuto altre occasione per stare così a lungo con Senna, ma ricordo la sua gentilezza quando ci incrociavamo. Anche nei momenti di confusione trovava sempre un momento per un saluto».

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