Senso unico alternato sulla Regina: i primi dettagli del nuovo piano dell’Anas

Traffico Statale Regina

Busta A o busta B? Non si tratta della più classica domanda da quiz televisivo ma delle due ipotesi previste per il cantiere della variante della Tremezzina. Dopo infinite discussioni – al netto dell’ottima notizia che prevede la realizzazione di un’infrastruttura attesa da decenni – ancora non si sa con esattezza come verranno eseguiti questi lavori e quando partiranno. O meglio, la data di avvio dovrebbe sempre essere quella del mese di novembre, come confermato ieri da Anas – anche se non si sa se a inizio o fine mese – ma ad oggi, vista l’incertezza che regna ancora su quale progetto verrà selezionato, sembra arduo poter rispettare i tempi.

Ma andando con ordine, va detto che fino a pochi giorni fa prevaleva – e non sembrava essere messa in discussione – la versione di un cantiere che avrebbe portato alla chiusura totale della Statale Regina. Opzione che ha fatto scoppiare polemiche e acceso il dibattito. Troppo impattante sulla mobilità, sull’economia e sugli spostamenti in generale un blocco totale. E sempre da mesi le discussioni sotterranee, le riunioni tra i vari soggetti interessati all’intervento e le operazioni dei politici locali e di riferimento a Roma si sono succedute. Nulla sembrava poter mutare. E anzi, con l’avvio delle scuole lo scorso lunedì, il tutto si era ammantato di un’aura ancor più negativa al solo pensiero di come portare, ad esempio, le migliaia di studenti dal lago fino in città.

Questo fino a martedì. In serata infatti, al termine di una cabina di regia, svolta in videoconferenza tra Anas, Prefettura, Provincia di Como e i sindaci del territorio, ecco che è stato presentato da Anas e posto come prevalente, il piano B. Va subito detto: non è ancora certo al 100% che questa seconda opzione sia poi quella definitiva, ma molti indizi e soprattutto fonti attendibili, sembrerebbero confermarlo.

Ma cosa è previsto in questo piano B? Un allentamento delle specifiche del cantiere. Non una chiusura totale della Statale Regina ma lunghi periodi in cui si dovrebbe lavorare di notte con la strada chiusa e di giorno si opterebbe invece per un senso unico alternato. Questo per cercare di limitare i disagi al traffico e alla vita in generale sulla sponda occidentale del lago e a cascata anche per il capoluogo.

E così il prefetto Andrea Polichetti e il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca hanno fatto sapere attraverso una nota – come anticipato ieri – che l’Anas ha in corso di definizione l’elaborazione di una diversa modalità di cantierizzazione della fase di avvio dei lavori in alternativa alla prospettata chiusura di quattro mesi della Regina. A gran voce infatti, come detto, i sindaci dei territori interessati dai lavori avevano più volte sollecitato la Prefettura a cercare soluzioni alternative per evitare la chiusura della statale.

Ma ecco quali sarebbero i dettagli del piano B. Si procederebbe con una suddivisone dei lavori in tre fasi: la prima, della durata di sei mesi e mezzo, con la chiusura totale nelle ore notturne e l’apertura di giorno con il senso unico alternato, seconda fase, della durata di sette mesi, con le medesima caratteristiche. Infine due mesi di chiusura totale. Le incognite maggiori riguarderebbero l’allungamento dei tempi e l’innalzamento dei costi. Ieri intanto è intervenuta Anas. «Sono state avviate e sono in corso tutte le attività propedeutiche al fine di avviare i lavori nel corso del prossimo mese di novembre. Mediante la cabina di coordinamento sono in corso di concertazione le fasi di cantierizzazione al fine contenere l’impatto sul traffico», dice Anas.

Adesso dunque si attende con ansia la prossima riunione della cabina di regia, che verrà convocata tra alcuni giorni, per lasciare tempo ai vari soggetti di confrontarsi sulle differenti ipotesi.

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