Sentenza paratie, sei mesi per avere le motivazioni. La Corte ha chiesto altri 90 giorni, slittano i ricorsi

Cantiere paratie di Como

Sei mesi per conoscere le motivazioni della sentenza di primo grado del maxi processo paratie, letta il 16 gennaio scorso in Tribunale a Como, con sette dei dodici imputati condannati.
La Corte aveva previsto 90 giorni di tempo per depositare il documento con i motivi delle sue decisioni, ma poco prima dello scadere del termine ha formalmente depositato la richiesta di una proroga di ulteriori 90 giorni. Le motivazioni potrebbero dunque essere depositate addirittura nel mese di luglio.
Si allungano di conseguenza anche i tempi degli eventuali ricorsi in Appello, quasi scontati per gli imputati che sono stati condannati. E inevitabilmente i tempi complessivi di un processo che, già per il primo grado di giudizio è durato oltre un anno e mezzo e fa riferimento a presunte irregolarità nella gestione del cantiere del lungolago e di altre opere pubbliche del capoluogo.
Sette come detto gli imputati che attendono di conoscere le motivazioni di quella che è stata una sentenza di condanna. Pietro Gilardoni, che si è visto infliggere la pena più pesante, 4 anni complessivi per la gestione dell’assegnazione dei lavori della variante delle paratie e per corruzione, anche se derubricata nella forma più lieve, per Salita Peltrera, in concorso con Antonio Viola, condannato a 2 anni. Gilardoni è stato condannato anche per aver consegnato all’imprenditore Giovanni Foti – per lui pena di un anno e 8 mesi – le liste delle ditte invitate per la gara di piazza Volta e piazza Roma.
Tra i condannati poi l’ex sindaco di Como Mario Lucini, un anno e 6 mesi per lo spacchettamento degli incarichi per le opere della variante che avrebbe dovuto far ripartire il cantiere e per non aver rescisso il contratto con Sacaim. Condannati per lo spacchettamento anche il dirigente Antonio Ferro, un anno e 3 mesi, e Antonella Petrocelli, 6 mesi. Infine, il legale del Comune di Como, Maria Antonietta Marciano, è stata condannata a un anno per il falso, in concorso con Gilardoni, Ferro e Lucini, relativo alla presunta sorpresa geologica che aveva portato a non rescindere il contratto con Sacaim.
Solo una volta che saranno resi noti i motivi delle condanne, come annunciato dai legali difensori degli imputati dopo la sentenza di primo grado, saranno presentati i ricorsi in Appello. E si aprirà probabilmente un nuovo capitolo. Con i tempi ancora tutti da definire.

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