Sentite in aula le presunte vittime del medico: avrebbero subito abusi durante le visite

Tribunale di Como

Sono sfilate in aula, raccontando il loro dolore e anche il loro imbarazzo per quanto accaduto. Quattro donne, pazienti del medico del Porlezzese a processo per aver palpeggiato e abusato di signore che avrebbe dovuto curare, hanno raccontato al Collegio del Tribunale di Como i fatti contestati che le portarono ad accusare il dottore. Sempre ieri, testimoni citati dal pubblico ministero Antonia Pavan, sono stati sentiti in aula anche i carabinieri che effettuarono le indagini e altri due colleghi del dottore a processo, compreso colui che gli affidava le pazienti per la sostituzione estiva. Il processo, insomma, è entrato nel vivo, con cinque parti civili costituite che accusano il medico di essere state palpeggiate e abusate con la scusa di visite mediche che diventavano – a loro dire – il pretesto per gli abusi. Altre tre donne – che erano state comprese dalla Procura tra le presunte parti lese – avrebbero preferito non presentarsi in Tribunale. Al centro della vicenda, come detto, più episodi nei confronti di donne che erano pazienti non del dottore finito a processo ma di altri medici che l’imputato sostituiva nei periodi delle ferie estive. La vicenda era iniziata nel settembre del 2017, quando una giovane paziente (anche lei sentita ieri in aula) subì una visita intima imprevista (e senza essere preventivamente informata) mentre si era presentata dal medico – che sostituiva il suo – per quello che era un gonfiore allo stomaco.
La querela non fu immediata perché la ragazza, prima di recarsi dai carabinieri della Compagnia di Menaggio a raccontare l’accaduto, si confrontò con il proprio medico di base e poi anche con una ostetrica sua amica. Solo alla fine si decise a denunciare il tutto dando il via all’indagine. Il lavoro della Procura di Como e dei militari dell’Arma è poi andato a ritroso nel tempo sino al 2008, vagliando 10 anni di visite del medico indagato e raccogliendo altri racconti, simili nella dinamica, di donne che, all’epoca dei fatti, avevano tutte tra i 24 e i 48 anni. Alcune vicende, quelle più lontane nel tempo (che risalgono al 2006 e al 2008), sono state nel frattempo archiviate.

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