Senza contributo volontario, al “Volta” il libretto costa 20 euro

Sempre meno fondi dal ministero: agli alunni del liceo classico chiesti 150 euro per coprire le spese. Chi non aderisce dovrà pagare il “bollettino” delle giustificazioni
La preside: «Meglio investire nella scuola che buttare i soldi per telefonini cellulari e aperitivi»
O si elargisce un contributo (volontario) di 150 euro, oppure il libretto non è più gratis: bisogna pagare 20 euro per avere il “blocchetto” sul quale si annotano assenze e ritardi.
Accade al liceo classico “Alessandro Volta” di Como, dove – così come succede in molte scuole superiori d’Italia – l’istituto è costretto a chiedere soldi alle famiglie per coprire anche le spese più banali: cancelleria, fotocopie, libretti, carta.
I trasferimenti dal ministero dell’Istruzione sono sempre più risicati, così le scuole chiedono una mano alle famiglie. Chiedono, per l’appunto: trattandosi di istruzione pubblica, nessun preside può obbligare mamma e papà a pagare. E così, il popolo dei genitori si divide in tre categorie. Chi paga, chi non paga perché non può, e chi non paga perché non vuole. Le ultime due sono in crescita: quest’anno, spiega la preside del “Volta” Luciana Telluri, mancano all’appello 5mila euro. Dividendo la somma totale per il singolo importo (150 euro), si scopre che più di trenta famiglie hanno deciso di non pagare il contributo volontario.
A chi non può permetterselo, precisa la preside, non si può dir nulla. A chi invece potrebbe pagare 150 euro, ma preferisce non farlo perché il contributo è volontario, Luciana Telluri ha da dire qualcosa: «Invito i genitori a riflettere. Quanti soldi i nostri figli buttano in cellulari e aperitivi? Se una famiglia non riesce a pagare è un conto. Negli altri casi, credo che il contributo che chiediamo sia una spesa affrontabile, specie se si pensa che sono soldi che servono a migliorare l’offerta nella scuola del proprio figlio». Il contributo volontario, aggiunge la preside, «serve per spese che spesso non sono coperte dal ministero: progetti, attività extrascolastica».
Ma anche «toner, cartucce, fotocopie, materiale didattico distribuito ai ragazzi». E poi la manutenzione, «perché vent’anni fa non esistevano i laboratori multimediali. Oggi, invece, se si rompe un pc è una spesa a carico dell’istituto». Perciò la preside chiede ai genitori, che peraltro sono ancora in tempo a pagare i 150 euro, di mettersi «una mano sulla coscienza». Altrimenti, aggiunge, «è logico che una scuola privata abbia più possibilità di offrire progetti e attività extrascolastiche», rispetto a un istituto pubblico.
Intanto, la scuola ha deciso – forse anche alla luce del fatto che sempre meno famiglie sono disposte a contribuire volontariamente – di far pagare il libretto di assenze e giustificazioni. In una circolare di fine agosto, firmata dalla dirigente scolastica, si precisa che «il libretto è gratuito, essendo il suo costo compreso all’interno della quota di 150 euro versata come contributo volontario al momento dell’iscrizione». Mentre, «per gli alunni che non hanno ancora provveduto al pagamento del contributo volontario il costo previsto è di 20 euro, da versare preventivamente sul bollettino del liceo».
Esiste un’eccezione: le famiglie che, in base al reddito Isee, sono esentate dalla tassa di iscrizione non devono pagare il libretto anche se non versano il contributo di 150 euro. Contributo del quale, già alla fine di giugno, la scuola ha ritenuto di sottolineare la volontarietà: «È un’erogazione liberale – si legge nella circolare del 20 giugno 2011 – e, in quanto tale, scaricabile dalla dichiarazione dei redditi. La richiesta di finanziamento è indispensabile per tutte le attività che contraddistinguono l’offerta formativa del nostro istituto». Viene anche specificato che sono ben accetti contributi «con una quota maggiore». Mecenati e buoni samaritani potrebbero investire nel Classico, insomma.

Andrea Bambace

Nella foto:
Tempi duri per chi frequenta il liceo Volta di Como. Oltre a greco e latino, bisogna fare i conti con una “tassa” di 150 euro

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