Senza il Casinò Campione continua lentamente a spegnersi: negozi chiusi e case in vendita

Campione, chiude il presidio

Campione d’Italia si spegne. La dogana, che dal primo gennaio ha allontanato di fatto la comunità cittadina dalla Svizzera, facendola entrare a tutti gli effetti nell’area Ue, non ha in alcun modo mutato il destino del paese ormai sempre più in declino dopo il fallimento del Casinò. Inoltre questa barriera, non fissa e materiale, ma fatta di decine di disposizioni e normative, sta creando problemi pratici ai residenti sempre più oppressi dalla mancanza di lavoro – con la casa da gioco sbarrata che incombe sulla piazza principale del paese – e da una desertificazione economica e sociale sempre più evidente.
In questo non luogo affacciato sul lago i negozi stanno chiudendo uno dopo l’altro. Entro fine febbraio sembra intenzionato a lasciare il paese anche l’ultimo store di abbigliamento di una nota marca italiana. L’ufficio postale non esiste più, soppiantato da un Atm Postamat (sportello automatico). E il piccolo market che sorgeva a pochi passi è ormai chiuso da prima di Natale.
I ristoranti diminuiscono così come la clientela che un tempo era numerosa e attratta in riva al Ceresio dai tavoli verdi ma che ormai non si vede più. Resiste la farmacia e poco altro. I cartelli vendesi sui palazzi compaiono sempre più di frequente. E in questo paesaggio surreale la maggior concentrazione di persone si nota negli spazi dedicati agli uffici doganali insediati dove un tempo c’era l’info point turistico e nel vicino comune dove ormai da più di un anno e mezzo, arroccato come se si trattasse di un fortino, lavora il commissario prefettizio Giorgio Zanzi alle prese con una situazione sempre più difficile e che si è speso nei mesi scorsi, con largo anticipo sulla data del primo gennaio, per cercare di rendere il meno gravoso possibile l’ingresso nello spazio doganale Ue.
Nonostante questa situazione decisamente molto precaria c’è però chi sta pensando di investire su Campione d’Italia. La conferma arriva dall’Associazione operatori economici campionesi. Sembra infatti che ci sia un imprenditore interessato ad aprire un supermercato in città, purché si definiscano meglio i particolari delle varie direttive che regolano i rapporti commerciali, gli oneri sociali e quanto può interferire con l’attività di vendita. Si tratta certamente di un piccolissimo segnale insufficiente per cercare di invertire la rotta ma che in ogni caso potrebbe rappresentare la scintilla per incentivare una lenta ripresa. Il tutto però ha sempre sullo sfondo la necessità imprescindibile di rivedere aperto il Casinò nel più breve tempo possibile. Solo così la comunità campionese potrebbe risorgere.

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