Senza soldi per la benzina: «La gente fa 3 euro alla volta»

altIl caso – Anche in provincia di Como, alcuni esercenti stanno ipotecando le proprietà immobiliari per coprire i loro debiti ed evitare la chiusura
La presidente dei gestori comaschi: «Il momento è drammatico, siamo in una situazione limite»

Sembra incredibile ma in tempi di crisi economica accade che ci si fermi dal benzinaio per fare rifornimento senza un soldo ma soltanto con qualche spicciolo in tasca. E al gestore che formula la classica domanda “quanto?” l’automobilista, sempre più al verde, risponde, non senza qualche

imbarazzo, “3 euro, grazie”.
Non è fantasia ma realtà, sempre più dura, per molte persone. «Succede ormai di frequente che si fermino automobilisti in grado di rifornirsi soltanto di pochi litri. Spendono al massimo 5 euro. Calcolano ogni minimo dettaglio e, in alcuni casi, chiedono tra i 3 e i 5 euro di benzina». A parlare è Daniela Maroni, consigliere regionale e presidente dei benzinai di Confcommercio, da anni in lotta per preservare una categoria, quella dei benzinai, travolta dalla crisi e dai prezzi concorrenziali dei carburanti applicati in terra elvetica.
Simili episodi, negli ultimi tempi, non sono isolati. E se gli automobilisti non hanno che pochi euro per far marciare le loro auto «anche noi siamo ormai agli sgoccioli. La categoria è in totale sofferenza. Nell’ultimo mese abbiamo registrato un ulteriore 50% in meno di erogato, con tutte le conseguenze immaginabili. Inoltre, abbiamo una serie di costi da sostenere, a prescindere dal venduto o meno. Il momento è drammatico e il fatto che le persone non facciano più benzina è un chiaro sintomo di un tracollo sempre più imminente», aggiunge Maroni.
E ovviamente, i gestori delle pompe di benzina tentano in ogni modo di salvare le loro attività.
Sono numerosi i colleghi che hanno dato o stanno utilizzando le proprie case come garanzia per le loro attività. Hanno compiuto, per reale necessità, un passo che potrebbe rivelarsi tragico ma che hanno ritenuto indispensabile per non sprofondare. Per non dover chiudere. Io continuerò a battermi per ottenere interventi mirati a migliorare la nostra situazione», conclude Daniela Maroni.
E mentre da noi la realtà lavorativa dei benzinai e dei clienti si fa sempre più drammatica, dalla vicina Svizzera giunge una notizia che, anche in questo caso, sembra essere assolutamente incredibile.
Alcuni giorni fa è infatti stata avanzata una proposta shock: alzare il prezzo della benzina addirittura a 5 franchi al litro (4 euro, ovvero quasi tre volte il costo attuale), per indurre gli elvetici a «comportamenti più ecologici».
L’idea non giunge dal versante degli ambientalisti ma dalla Confindustria elvetica. È stato infatti Rudolph Wehrli, presidente di Economiesuisse – appunto l’associazione degli industriali svizzeri – a parlarne. Questa la sua spiegazione. «Attualmente, in Svizzera, il costo della mobilità, pubblica e privata, è troppo basso. Oggi – ha detto di recente Rudolph Wehrli – ci possiamo permettere di comportarci in modo poco ecologico, perché è conveniente. Portiamo il prezzo della benzina a 5 franchi e le cose cambieranno. Il traffico stradale deve essere in grado di pagare i propri costi».
Una notizia che non viene, almeno per ora, presa in alcuna considerazione da noi, visto anche che si tratta di un’idea decisamente in fase embrionale. «Questi mi sembrano sogni irrealizzabili. Certo, se mai si dovesse verificare questa rivoluzione, per noi rappresenterebbe un indubbio vantaggio», interviene Daniela Maroni.
Si potrebbe in effetti innestare un pendolarismo del pieno al contrario. Non più gli italiani oltreconfine ma il contrario. «Ma vista la situazione attuale, la crisi e i problemi contingenti, di simili temi è assolutamente fuori da ogni logica discuterne ora», conclude Daniela Maroni.
Intanto un segnale ulteriore di come, in terra elvetica, sia in atto una tendenza a disincentivare il traffico motorizzato, è collegato alla galleria autostradale del San Gottardo. Il tunnel verrà chiuso per 5 anni, dal 2020 al 2025 per interventi di ristrutturazione senza che la proposta di realizzare un tunnel alternativo sia stata presa seriamente in considerazione.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La crisi è talmente grave che molta gente ormai quando va al distributore di benzina chiede pochissimi litri di rifornimento

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