Senzatetto a Como, adesso protestano i sindacati. Domani sera i volontari “dormiranno” davanti al Comune

Senzatetto

Seconda operazione di pulizia dei portici di San Francesco nel giro di pochi giorni e questa volta a protestare duramente contro il Comune sono i due maggiori sindacati della città, Cgil e Cisl. L’inerzia di Palazzo Cernezzi sulla soluzione dormitorio, unita allo sgombero dei luoghi normalmente frequentati dai senzatetto, ha scatenato le rimostranze delle due organizzazioni sindacali.
«Nella mattinata di oggi (ieri, ndr) abbiamo assistito alla seconda operazione di sgombero, o sanificazione (a seconda del punto di vista) sotto i portici dell’ex chiesa di San Francesco – dice Matteo Mandressi, componente della segreteria della Camera del Lavoro e responsabile del settore Sanità e Servizi sociali – Appare evidente che questa non possa e non debba essere la soluzione del problema. Se un’operazione di pulizia, magari concordata e non imposta, può pure essere auspicabile, non si capisce il motivo per il quale materassi e coperte siano stati di nuovo buttati al macero, costringendo così i volontari ad una nuova fornitura. Sostenere, come di nuovo hanno fatto gli assessori presenti, che il problema non esiste perché sono i senza fissa dimora che non vogliono accedere ai posti di accoglienza oggi liberi, è uno schiaffo all’intera città, che convive ormai da anni con un’emergenza diventata nel frattempo strutturale».
Secondo la Cgil «è ora di dare una svolta decisa alle politiche sociali e di accoglienza del capoluogo. Non è comprensibile come una mozione votata a maggioranza resti dimenticata nei cassetti dell’amministrazione». Il riferimento è alla decisione, presa l’estate dello scorso anno in consiglio comunale, di realizzare a Como un secondo dormitorio.
«Siamo i primi a sostenere che un altro dormitorio permanente sia solo un primo passo necessario, accanto cui andranno attivati  percorsi di integrazione più complessi e articolati. Ma da lì si parte per cominciare a tamponare una situazione intollerabile, irrispettosa della dignità dell’essere umano», dice Mandressi.
Una dura presa di posizione è arrivata poi ieri anche dal reggente della Cisl dei Laghi, Francesco Diomaiuta, il quale ha parlato di «impasse che da qualche settimana sta caratterizzando la pubblica amministrazione cittadina sul tema dei senza fissa dimora. È trascorso oltre un anno dal voto del consiglio comunale, da allora abbiamo ascoltato tante chiacchiere, ma visto poca concretezza. Appare scandaloso, a oggi, in una situazione che rischia di prefigurarsi come una nuova emergenza, che il Comune non abbia ancora assunto una posizione chiara e non opti per iniziative concrete a tutela degli sfortunati che vivono quotidianamente la strada, ma anche degli stessi cittadini. Con le temperature di questi giorni e la scarsità di tutele igieniche si mette a rischio la salute di tutti. Che si prenda esempio dal Papa che, dallo scoppio dell’epidemia Covid-19, più volte ha rivolto il suo pensiero ai senza fissa dimora, anche con azioni concrete di solidarietà e accoglienza».
Intanto, per domani sera è in programma un’altra clamorosa forma di protesta organizzata dal gruppo Cominciamo da Como, guidato da quel Roberto Adduci che qualche giorno fa si era sdraiato davanti alla carraia di via Bertinelli per impedire il passaggio dell’auto del sindaco. In segno di solidarietà con i senzatetto, Cominciamo da Como invita i cittadini a presidiare, dalle 20.30, lo stesso ingresso di via Bertinelli. «Chiunque voglia manifestare porti con sé una coperta, un materassino o un lenzuolo, su cui si potrà sedere. Questa situazione è specchio di una totale indifferenza e disorganizzazione da parte di chi dovrebbe essere al nostro servizio. Siamo stanchi di un Comune che grava sulle spalle delle associazioni e dei volontari», spiega Adduci.

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