Senzatetto a Como, c’è chi ha portato una tv e un microonde

Senzatetto davanti ex chiesa San Francesco

A margine della messa per San Francesco di Sales, che lo ha visto sull’altare del monastero della Visitazione, con il vescovo Oscar Cantoni, il diacono Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana, è tornato a riflettere sulla questione del nuovo dormitorio di Como.

«Il tavolo è stato avviato, ma non dobbiamo nascondere le difficoltà che riguardano la questione – commenta Bernasconi – Non si tratta di trovare dei locali, ma di affrontare le problematiche di queste persone, per farli uscire dalla loro condizione. Qualcuno di loro, e non si parla di grandi numeri, se aiutato, potrebbe tornare a una vita autosufficiente, ma si deve comprendere il tipo di aiuto da fornire».

«Ieri mattina – aggiunge Bernasconi – ho partecipato anch’io all’intervento di pulizia dei portici dell’ex chiesa di San Francesco. Abbiamo trovato anche un televisore e un forno a microonde. Ci sono cittadini caritatevoli che continuano a portare la cena o il pranzo direttamente sotto i portici. Non credo sia questo il modo per venire incontro alle esigenze di queste persone. Per il pranzo e la cena sono già attivi dei servizi, dedicati altrove».

Cercare insomma di andare incontro alle esigenze dei senzatetto, in modo spontaneo, ma in un luogo precario, come i portici dell’ex chiesa, rischia di non risolvere il problema più grande, del futuro di queste persone. C’è un proverbio orientale, attribuito, forse in modo errato a Confucio, che recita: “Date a un uomo un pesce e mangerà un giorno. Insegnategli a pescare e mangerà tutta la vita”. Parole di speranza, nella convinzione che anche gli ultimi ce la possano ancora fare, e che in molti casi sia sufficiente avere la volontà.

«È un discorso che non vale per tutte le persone che oggi dormono sotto San Francesco – spiega Bernasconi – Ma per qualcuno probabilmente sì, altri rifiutano qualsiasi aiuto. È un lavoro complicato, lo so, che va svolto anche senza protagonismi».

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