Sequestrati 58 reperti archeologici: turco denunciato

altErano nascosti nel baule di un’auto in transito dalla dogana
Nel bagagliaio teneva tutta una serie di reperti storici catalogati e numerati, senza tuttavia aver con sé le necessarie autorizzazioni per dare il via libera all’uscita dei beni dalla Penisola.

Opere di valore artistico che erano in possesso di un cittadino turco, e che ora sono rimaste in mano ai funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Como in servizio a Ponte Chiasso e agli uomini della guardia di finanza.
L’operazione è andata in scena nell’ambito dei controlli finalizzati alla tutela del patrimonio storico e artistico nazionale e comunitario. 

Al valico autostradale sono così rimasti 58 pezzi comprendenti anfore, lampade a olio, medaglioni, oggetti ornamentali (di forma antropomorfica e zoomorfica) e anche monili presumibilmente in oro che ora verranno attentamente analizzati e periziati dai consulenti incaricati.
Gli oggetti si trovavano rinchiusi uno per uno in apposite buste catalogate e numerate, a loro volta poi chiuse nel bagagliaio dell’auto condotta dal cittadino turco che stava lasciando l’Italia per passare in Canton Ticino.
L’uomo – secondo gli inquirenti – era privo delle necessarie documentazioni e autorizzazioni ministeriali previste per l’uscita dei reperti dal territorio nazionale.
Il cittadino turco è stato quindi denunciato a piede libero per la violazione della normativa in materia di circolazione di beni appartenenti allo Stato che presentano interesse artistico, storico e archeologico.

M.Pv.

Nella foto:
Una parte dei reperti sequestrati dai funzionari delle dogane e dalla guardia di finanza in servizio a Ponte Chiasso

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