Sergio Gaddi: «Numeri ridicoli. Era soltanto una brutta mostra»

altIl dibattito

(da.c.) Alla fine si è sfiorata la rissa. Verbale. Con i due consiglieri del Pdl, Sergio Gaddi e Franceso Scopelliti, a contestare le singole parole dell’assessore. E il sindaco e il presidente della commissione, Italo Nessi, a rispondere in modo piccato alle critiche velenose provenienti dagli esponenti d’opposizione.
Uno scenario in fondo prevedibile. Che rischia di ripetersi nei primi giorni di novembre, dato che la riunione è stata aggiornata per la conclusione del dibattito.
Ruoli

rispettati, quindi. E discussione accesa. Con la maggioranza a difendere le scelte dell’assessore e l’opposizione ad attaccare a testa bassa, fino a chiedere le dimissioni di Cavadini.
È stato Alessandro Rapinese, capogruppo di Adesso Como, a chiedere il passo indietro dell’assessore. «Se fossi al suo posto – ha detto rivolgendosi direttamente a Cavadini – mi sarei già dimesso perché il bilancio mostra un passivo gigantesco rispetto alle cifre previste inizialmente».
Mentre le critiche più pesanti sono giunte da Sergio Gaddi, il papà delle grandi mostre di Villa Olmo.
«Mi scandalizza voler spacciare per cultura la propria incapacità, la propria spocchia e la propria arroganza – ha esordito Gaddi – chiunque avrebbe capito che una mostra così era complementare e non sostitutiva di quelle da noi organizzate. I numeri finali sono ridicoli, noi abbiamo consegnato un patrimonio di pubblico e di capacità costruito partendo da zero. Un patrimonio che è stato distrutto».
Gaddi ha poi contestato la qualità del percorso espositivo, difeso invece da Cavadini.
«Era semplicemente una brutta mostra», ha sentenziato l’ex assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi.
Molto duro anche Scopelliti: «Il progetto culturale era così interessante che è stato un autentico fallimento. Noi pensiamo che non sia possibile continuare così, si distrugge tutto ciò che era stato costruito con fatica. La mostra non ha interessato il grande pubblico, è un dato incredibile che si voglia perseverare in questa direzione».

Nella foto:
Sergio Gaddi

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.