Cronaca

SERVE UN TURISMO PER LA CLASSE MEDIA

di MARIO GUIDOTTI

Tra élite e popolarismo
Che fine ha fatto il turismo costituito dalla classe media? Sul Lario non se ne vede traccia. Abbiamo sceicchi, sultani, principi e nababbi da tutto il mondo che alloggiano a Villa d’Este e negli strepitosi resort presenti o in procinto di essere predisposti nel primo bacino, e poi un turismo di gente da roulotte, camper, tende in Altolago. Manca, o per lo meno è molto minoritario, il turismo intermedio. Tanto per essere chiari, di quelli come noi.
Accanto alle domande che subito ci poniamo

tipo “Dove vanno?” o “Perché non sono qui?” è legittimo chiedersi anche se questo fenomeno ha ricadute, positive o negative, o se il problema è puramente accademico, quasi sofistico.
Temo che abbia ricadute negative sulla globalità del popolo del lago, inteso come Como o provincia, che si sta attrezzando per fare dell’indotto turistico la sua prima fonte di ricchezza. Sì, perché se da un lato il turismo da tenda lascia pochi denari, dall’altro il turismo di élite, tanto per essere chiari quello dei Clooney e dei suoi amici, lascia tanto denaro a poca gente. Quindi dobbiamo interrogarci su dove va in vacanza la classe intermedia, se vogliamo decollare come Como turistica, e generare ricchezza distribuita a tutto il territorio.
Senza essere esperti del settore, domandiamoci cosa chieda l’ambìta classe intermedia. Cosa desideriamo noi quando giriamo il mondo? Innanzitutto servizi integrati. Facilità di vedere e visitare i paesaggi in sequenza all’arte del territorio. Unire la natura ai manufatti dell’uomo. Il tutto legato da servizi adeguati, infrastrutture, trasporti efficienti e strade percorribili.
Perché lo sceicco avrà il motoscafo tutto per sè, mentre io desidero il ferry boat anche in orari serali, che mi riporti in albergo dopo la cena nel ristorante dall’altra parte del lago. Non è tanto. E se non trovo il ferry, vorrei almeno avere la strada Regina non bloccata a Colonno da una corriera. Perché è la classe media quella che gira il lago nei ristoranti, quando ci viene. Il popolo delle tende fa il barbecue con l’amico del camper e il sultano va nelle case private con il motoscafo di Villa d’Este.
Quindi strade, trasporti, e poi shopping. Possibilmente senza orario blindato. Serale, festivo. Nel 2005 portammo 2.500 specialisti a Como e sul lago per il Congresso italiano della Società Italiana di Neurologia. Tutti sono rimasti entusiasti per le bellezze del nostro paesaggio, ma pochissimi sono tornati con le famiglie perché anche in quella occasione non si è riusciti a fare sistema, cioè a portare le stesse persone ad assaggiare altri aspetti che il nostro lago sa offrire, per impossibilità negli spostamenti, per pochi o nulli vantaggi nello shopping e nel marketing dei nostri prodotti.
Se davvero vogliamo fare sistema dobbiamo ripartire dai desideri di chi può lasciare ricchezza sul Lario, e quindi da quella classe intermedia che attualmente sta rivolgendo altrove il suo sguardo.

Mario Guidotti

12 marzo 2010

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