Servizi sanitari e desolazione. La collina dei rimpianti e il doppio volto senza futuro

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L’ex ospedale psichiatrico

Spazi vuoti e abbandonati accanto a uffici e strutture funzionanti. La vasta area del San Martino, indicata come sede di un eventuale campus universitario di Como, oggi si presenta così.
L’impressione che si ha appena arrivati, salendo dall’ingresso di via Castelnuovo, è di desolazione. Nonostante la collinetta ospiti ancora dipartimenti dell’Asl, il Consultorio, l’Hospice e altre associazioni, è assai raro incrociare medici o pazienti. Sembra tutto immobile, come il grande orologio

sulla facciata dell’edificio centrale che, da tempo immemore, è fermo alle 7.05. E proprio davanti all’edificio centrale l’occhio cade inevitabilmente sulle crepe, sui muri scrostati, sulle finestre e sulle persiane rotte o staccate.
Situazione di degrado ancor più evidente nel piccolo cortile interno. Basta osservare lo stato delle pareti e delle tettoie.
È un’area vastissima quella dell’ex ospedale psichiatrico, che comprende un ampio parco nel quale, accanto a un modernissimo percorso vita per fare attività fisica, spiccano angoli più trascurati. Si incontrano anche due asinelli, che – spiegano alcuni addetti – sono affidati ai volontari delle comunità che sorgono sull’area.
Salendo verso la Statale per Lecco ci si imbatte prima nella chiesa e poi si trova l’Hospice, una struttura indipendente e completamente ristrutturata che risponde ai bisogni dei pazienti terminali.
Sul lato verso via Valleggio, invece, stride il contrasto tra i nuovi insediamenti universitari sorti accanto al Setificio e il degrado più totale in cui versano Villa Silvia e Villa Chiara, edifici dei quali più volte si è parlato per un possibile recupero legato al progetto del campus. E sono forse queste le strutture maggiormente simboliche del degrado dell’area. I vetri delle finestre sono rotti e le recinzioni stanno cadendo a pezzi, tanto che accedere alle antiche dimore non è difficile.
Nei dintorni, qualcuno ha pensato di abbandonare vecchi rifiuti ingombranti, persino televisori. Il tutto a due passi dalle più recenti palazzine universitarie.
Con una superficie di oltre 300mila metri quadrati, l’area del San Martino (in parte di proprietà dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, in parte dell’Asl) è troppo vasta e conserva molti spazi ancora da scoprire.
In attesa di capire cosa accadrà nei prossimi anni, l’unica certezza è il presente diviso tra parziale utilizzo e segni di decadenza tutto intorno. Di sicuro, ora, addentrarsi all’interno del complesso lascia l’amaro in bocca per quello che potrebbe essere – un luogo tra i più belli e suggestivi di tutta la città di Como – e quello che realmente è: una collina desolata in cerca di un domani.

Nella foto:
La facciata dell’edificio che accoglie chiunque arrivi sulla collina del San Martino

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