Servizi sanitari lariani: ecco la vera sfida del 2018
Sanità, Territorio

Servizi sanitari lariani: ecco la vera sfida del 2018

L’intervento di Mario Guidotti,primario di Neurologia dell’Ospedale Valduce

Dai, fateci cominciare l’anno nuovo con buone notizie. E allora va bene, sappiate che Como primeggia per la propria Sanità. Dalle analisi del Sole 24 Ore dello scorso anno, la provincia di Como ha confermato tra i propri migliori indicatori quello dell’emigrazione per motivi di salute. Si intende con questo dato i cittadini del nostro territorio che vanno a farsi curare in altre sedi nazionali. È infatti soltanto il 2,33% della popolazione. Veramente poco, per più motivi. Primo, perché la nostra provincia non è in condizione di isolamento geografico. Per fare un esempio, anche Sondrio ha una bassa “fuga” sanitaria, ma, senza togliere nulla all’offerta locale, è difficile per i suoi cittadini, oltretutto pochi, raggiungere con continuità altre sedi per fari curare. Da Como è un attimo invece andare a Milano, e anche a Pavia, per citare sedi storiche per le proprie scuole di Medicina. Como si colloca al quarto posto nazionale, e i primi sono tutti di province lombarde, vera terra di eccellenza sanitaria. Dobbiamo andare fieri del risultato, frutto di un grande lavoro trentennale della Sanità lariana. Fino agli anni ’80 era la norma, e non solo per chi aveva mezzi economici, andare a farsi curare in altre sedi, anche elvetiche. Non solo per snobismo, ma anche per necessità. Mancavano sul nostro territorio riferimenti per il campo oncologico, patologia da allora in crescita epidemiologica esponenziale, ma anche per quanto riguardava le neuroscienze. Mancava la neurochirurgia, e altri settori erano isolati. Como ha sempre pagato la mancanza di una Facoltà di Medicina e la città ha così dovuto attingere a eredi di Ippocrate importati da altre città, dove poi finivano per tornare, non dopo aver però contaminato il Lario. Tutto bene quindi? Non tutto, molto resta da fare, soprattutto da un punto di vista organizzativo. La prossima sfida, da affrontare già nel 2018, sarà l’integrazione dei servizi in Sanità. La crisi ci ha insegnato a non sprecare più niente e solo la messa in rete di tutte le offerte sanitarie potrà dare ai cittadini l’accesso alla cure con equità. Che non vuol solo dire che tutti possono, se serve, avere le stesse cure, ma anche averle con lo stesso risultato in ogni momento del giorno e dell’anno. Grazie allo scambio di professionisti e integrazione dei servizi. Non più doppioni, non più inutili competizioni, ma completamento di risorse tra pubblico e privato. Questo vale soprattutto per le patologie tempo-dipendenti, dove la differenza tra la vita e la morte (o l’invalidità permanente) non la fa solo la corsa contro le lancette dell’orologio, ma anche l’arrivare nel posto giusto, e trovare lì le risposte di salute necessarie, ovviamente nel più breve tempo possibile. Solo politiche sanitarie illuminate possono rispondere a queste legittime aspettative, distribuendo nel modo corretto le risorse sul territorio lariano.

6 gennaio 2018

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