Servizi scolastici: a Como un esercito di morosi

In Comune spuntano mancati pagamenti per 550 bambini. «Senza mensa chi non salda»
Sono impressionanti i numeri relativi alle famiglie comasche che non pagano – o almeno non pagano nei tempi dovuti – le rette dei nidi, il servizio mensa oppure l’offerta per il pre e il post scuola. I numeri sono contenuti nella relazione esplicativa allegata al documento di riequilibrio del bilancio 2011 (delibera che andrà in aula entro fine settembre).
Prima dei numeri duri e puri, però, il capitolo dedicato ai servizi scolastici delinea i criteri adottati già a partire da quest’anno, che faranno da guida anche per il futuro. E la severità – se poi sarà effettivamente applicata – sembra destinata a farla da padrona. Questi i passaggi testuali che lo confermano. «Dal prossimo anno formativo (in realtà quello appena iniziato, ndr) non potranno accedere ai servizi o continuare a usufruirne coloro che abbiano morosità nei confronti dell’amministrazione». Come nel famosissimo caso della scuola di Adro, nel Bresciano, anche a Como i figli dei genitori morosi rischiano di vedersi sospendere il servizio mensa. E non è da escludere – ma ieri non è stato possibile verificarlo con esattezza – che qualche bimbo di materne ed elementari comunali non si sia potuto iscrivere a causa di debiti pregressi accumulati dai genitori.
Altro aspetto non nuovo in senso assoluto ma rimarcato con decisione nella relazione comunale, è quello relativo alle limitazioni per avere diritto al servizio mensa. «Al servizio di ristorazione scolastica – si legge nel testo ufficiale – nei giorni di rientro pomeridiano non obbligatorio, potranno accedere soltanto i bambini iscritti al doposcuola o con entrambi i genitori lavoratori o figli di nucleo monogenitoriale».
Ma veniamo alle cifre contenute nella relazione. Come anticipato, sono veramente impressionati.
Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia (materne) e le scuole primarie (elementari) nei giorni di rientro pomeridiano obbligatorio «sono stati effettuati solleciti di pagamento per 280 nuclei familiari, per complessivi 427 utenti». In altri termini, quelle cifre si riferiscono a mancati versamenti per l’iscrizione stessa, il servizio mensa, i pre e post scuola e altro ancora.
Relativamente alla voce «scuole primarie nei giorni di rientro non obbligatorio sono stati effettuati solleciti di pagamento per 88 nuclei familiari, per complessivi 123 utenti».
In totale, dunque, sono coinvolti 368 famiglie e 550 bambini (ossia coloro che potrebbero essere esclusi dai servizi non pagati, in caso di mancato saldo da parte dei genitori).
Che si tratti di cifre notevoli lo testimoniano i dati del 2010 sulle iscrizioni a materne (1.496 bambini) ed elementari (2.414). Il totale fa 3.910, e questo significa che il 14% dei bimbi non è in regola con i pagamenti, ovviamente a causa di mamma e papà. E se è vero che ai solleciti del Comune alle famiglie, in alcuni casi, sarà certamente corrisposto il saldo dovuto, è altrettanto certo che in moltissimi casi il pregresso dovuto ammonta ad anni di mancati versamenti.

Emanuele Caso

Nella foto:
Il servizio mensa nelle scuole comunali registra alti tassi di mancati versamenti dalle famiglie

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.