«Servizi sociali, illegittima l’Azienda speciale». L’ex assessore Bruno Magatti pronto al ricorso

Anziano anziani

«Pronti a fare ricorso contro la nuova azienda speciale per la gestione dei servizi sociali». L’ex assessore Bruno Magatti annuncia una dura opposizione alla delibera che lunedì prossimo dovrebbe essere votata in consiglio comunale. Lo fa, dice, «quasi in totale solitudine» ma in maniera «molto convinta».
La sua speranza è di portare sul versante del no alcuni consiglieri di maggioranza. «So che nel centrodestra ci sono molti perplessi, il punto non era nel programma di governo», spiega. Anche se questa speranza si scontra con l’appello del sindaco Mario Landriscina alla sua coalizione proprio in vista del voto finale sull’azienda speciale.
Le obiezioni di Magatti sono state “condensate” in 52 domande alla giunta, «molte delle quali – dice l’ex assessore – tuttora rimaste senza risposta».
In un articolo di cronaca le 52 domande non possano trovare spazio adeguato, motivo per cui lo stesso Magatti ha accettato di farne sintesi, rilanciando gli argomenti più significativi.
«Distinguerei due piani – dice il consigliere di Civitas – uno formale e uno politico. Sono entrambi importanti e significativi, e vanno presi in considerazione allo stesso modo».
Secondo Magatti, in contrasto con la legge e con il Testo unico delle società partecipate (Tusp), «di fatto, ciò che si sta proponendo di creare altro non è che un’azienda pubblica non economica. I profili di illegittimità sono evidenti, per cui non escludiamo di impugnare la delibera. Anzi, direi che siamo pronti a farlo».
Ma, come sempre, la questione è politica. E in questo senso l’ex responsabile dei Servizi sociali del Comune di Como non risparmia critiche molto dure a chi si è insediato al suo posto dopo le elezioni. «La deputata e vicesindaco Alessandra Locatelli non vede l’ora di affidare a qualcun altro una partita complicata – dice Magatti – d’altronde, chi fa l’assessore soltanto un giorno alla settimana non può occuparsi in modo coerente e continuo di tutti i problemi legati alla gestione delle politiche di socialità e assistenza».
Ma il capogruppo di Civitas va ancora oltre. E richiama pure la questione del «controllo». A suo avviso «cruciale. Quali garanzie saranno date ai consiglieri comunali, e di riflesso ai cittadini, di poter controllare l’attività dell’azienda speciale?».
Le domande di Magatti sono, come detto, ancora in gran parte senza risposta. Nel dibattito di lunedì prossimo in consiglio la maggioranza potrebbe in realtà ribattere a molte delle questioni poste dall’ex assessore. Vedremo. Certo è che l’interesse primario per il centrodestra sembra essere in questa fase concludere al più presto l’iter che porterà alla costruzione dell’azienda. L’ufficio di piano oggi esistente in Comune a Como non è più in grado di svolgere i compiti assegnati, soprattutto a causa della mancanza di personale.
Dei 23 Comuni che dovrebbero aderire all’azienda (e che oggi fanno parte dell’ufficio di piano) non hanno tuttora deliberato in tal senso, oltre al capoluogo, Tavernerio, Laglio, Lipomo e Albese con Cassano. La scelta definitiva di Palazzo Cernezzi potrebbe essere decisiva e dare alla pratica quel colpo di acceleratore necessario a far sì che la nuova struttura possa iniziare le sue attività nel giro di pochissimi mesi.

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