Sessanta giorni nel segno della Cazoeula: dal 17 gennaio via all’ottava edizione del festival

Cazoeula

Cresce e fa scuola, con significativi incentivi all’economia, la Brianza dei sapori all’insegna della cultura gastronomica territoriale. Ieri a Cantù è stato presentato a Villa Calvi l’ottavo Festival de la Cazoeula ideato e promosso da Claudio Bizzozero per celebrare la tipica pietanza invernale brianzola a base di verza e carni suine, che terrà banco per due mesi dal 17 gennaio al 17 marzo 2020.
Oltre quaranta ristoranti – per la precisione 44 – partecipano con i loro chef a questa kermesse gastronomica e gareggeranno per aggiudicarsi il trofeo “Cazoeula d’Oro 2020”.
«Siamo partiti con appena 8 locali, la manifestazione cresce per interesse, gradimento del pubblico e coinvolgimento di ristoratori e sponsor – ha sottolineato ieri Bizzozero – Quest’anno apriamo anche ad altre province, con due locali rispettivamente del Lecchese e della provincia di Monza e Brianza».
Ma il cuore della Cazoeula è e rimane brianzolo. «Per noi è come la madeleine proustiana – dice Bizzozero che di Cantù è stato sindaco – basta il suo profumo a evocare un passato di ricordi, di calore domestico, di intimità familiare che abbiamo voluto trasmettere ai giovani. I ristoranti la stavano dimenticando, ora fanno a gara a contendersi le prenotazioni. E i risultati ci confortano: abbiamo ribaltato la percezione di questo piatto. Lo dicono i 40mila coperti di “cazzuola” e polenta nell’edizione precedente, a un prezzo politico di 15 euro, con un significativo indotto economico per la filiera della ristorazione del territorio, e la costante fidelizzazione di un pubblico che, dati alla mano, proviene da tante province lombarde e anche dal Piemonte e dalla vicina Svizzera».
Come sempre il pubblico potrà partecipare alla giuria popolare che affiancherà quella tecnica. Info si festivaldelacazoeula.it.

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