“Settembre organistico” a Morbio Inferiore

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Si celebra, nonostante la situazione difficile, la ventesima edizione del Settembre organistico, rassegna realizzata dall’omonima associazione, in collaborazione con la stagione Musica nel Mendrisiotto e con la Parrocchia di Morbio Inferiore, e ospitata presso il Santuario-Basilica di Santa Maria dei Miracoli, tempio dotato di un importante organo Mascioni (Op. 1157). L’edizione 2020 propone due concerti, tenuti rispettivamente dall’organista titolare del Santuario, Mattia Marelli, e da Giulio Mercati, direttore artistico della rassegna, segno della ferma volontà dell’Associazione e della Parrocchia di non interrompere la tradizione dei concerti, a dispetto del periodo complicato. 

Il Settembre organistico 2020 orbita intorno al nome e all’opera di Johann Sebastian Bach, dai musicisti che influenzarono la sua produzione, alla schiera ininterrotta dei compositori che ne trassero ispirazione. Il programma proposto da Mattia Marelli parte dai due organisti che maggiormente incisero sullo stile di Bach, Dietrich Buxtehude e Georg Böhm. Marelli si presenta con il Präludium in sol minore BuxWV 149 di Buxetehude. Polittico di vaste dimensioni, il Preludio in sol minore è uno dei capolavori del compositore danese, segnato dalla consueta successione di episodi improvvisativi e fugati, legati dalla tonalità patetica di sol minore. Il corale Vater unser im Himmelreich è una delle opere più conosciute di Böhm: si tratta di uno degli esempi più puri di espressività barocca, con la melodia liturgica posta al soprano e riccamente ornata, sull’accompagnamento a ottavi ribattuti del pedale e della mano sinistra. Si passa dunque a Bach, con l’esecuzione della Fuga in re minore BWV 539, trascrizione firmata dallo stesso autore del secondo movimento della prima Sonata per violino solo BWV 1001, fuga preceduta nell’occasione non dal Preludio tramandato dalla tradizione (BWV 539), ma dalla trascrizione del primo movimento della stessa Sonata per violino. Segue il Concerto in do maggiore BWV 594, trascrizione organistica del Concerto per violino solo, archi e continuo op. VII n. 11 di Antonio Vivaldi, noto soprattutto per il bellissimo adagio centrale. Incluso tra i 18 corali dell’Autografo di Lipsia, Schmücke dich, o liebe Seele è forse il più famoso dell’intera raccolta: il brano emozionò Schumann e Mendelssohn, che lo ascoltarono all’organo della Chiesa di S. Tommaso a Lipsia durante un concerto. Chiude il concerto la Toccata e fuga in fa maggiore BWV 540. Molti musicologi associano quest’opera all’organo di S. Agnese a Köthen, strumento non grande, ma con la peculiarità di una pedaliera particolarmente estesa, che raggiungeva il fa della terza ottava, nota appunto raggiunta in uno dei virtuosistici passaggi di pedale della prima sezione. La Fuga è doppia e articolata in tre sezioni: fuga sul primo soggetto, fuga sul secondo e fuga sui due soggetti sovrapposti.

Il programma del secondo concerto reca un titolo già eloquente: Lipsia 1723-1916. Nonostante l’intensa attività musicale, soprattutto liturgica, Lipsia rimase, fino all’Ottocento, una provincia nascosta, rispetto alle capitali culturali europee. I semi del suo prestigio si nascondono nel periodo durante il quale Johann Sebastian Bach occupò le cariche di Thomaskantor e Director musices, dal 1723 alla morte. La riscoperta della figura e dell’opera di Bach, all’inizio dell’Ottocento, soprattutto da parte dei protagonisti più influenti del tempo, Mendelssohn in primo luogo, direttore dal 1835 al 1848 del Gewandhaus e fondatore del Conservatorio della città, trasformarono Lipsia in un centro di prima importanza. I ruoli musicali della città diventarono allora ambìti, sempre coperti da artisti famosi, come Max Reger, docente di composizione del Conservatorio e direttore musicale dell’Università dal 1907 alla morte, e Sigfrid Karg-Elert, successore di Reger in Conservatorio dal 1919. La Toccata BWV 564 fu composta da Bach a Weimar tra il 1708 e il 1717. Il brano è articolato in tre sezioni: tra la toccata iniziale, a sua volta divisa in tre episodi, e la fuga conclusiva, Bach inserisce un adagio. L’opera acquisisce dunque la struttura del concerto solistico, nella sua successione allegro-adagio-allegro. Il corale An Wasserflüssen Babylon, BWV 653, inserito nell’Autografo di Lipsia, è legato ad un episodio significativo della vita di Bach: nel 1720 il musicista si recò ad Amburgo, attirato dal posto di organista nella chiesa di S. Jakob, e, secondo la tradizione, suonò per più di due ore di fronte al grande Reincken, allora quasi centenario. Oltre alla Fantasia e Fuga in sol minore, il programma dell’esibizione comprendeva questo corale, che pone il cantico degli Ebrei, costretti all’esilio dopo la distruzione di Gerusalemme, al tenore, en taille, secondo l’uso dei maestri francesi. Allievo della Thomasschule di Lipsia dal 1726, discepolo devoto di Bach e cembalista del Collegium musicum guidato dal Kantor, Krebs subisce la pesante influenza del suo maestro, soprattutto nella sua produzione organistica. L’opera proposta dal programma si rivela nondimeno originale e non così vicina allo stile di Bach. Il corale Wie schön leuchtet der Morgenstern, uno dei più belli dei trentacinque rimasti dell’autore, pone la melodia al tenore, mentre la mano destra è impegnata in un movimento ostinato e vivace di ottavi ascendenti e sedicesimi discendenti, il tutto accompagnato dal basso armonico del pedale. Mendelssohn fu organista dotato e notevole improvvisatore. Con il fine di finanziare la costruzione di un monumento a Bach, si esibì a Lipsia in un concerto memorabile, il 6 agosto 1840. La sua opera per organo consta di tre Preludi e fuga e 6 Sonate. Scritte tra l’agosto del 1844 e il gennaio del 1845, le Sonate furono composte su invito dell’editore inglese Coventry and Hollier, cercando di rispettare i contorni del voluntary inglese, secondo le indicazioni del committente. L’antica forma organistica britannica è solitamente tripartita: Lento, Allegro, Fugato. Su tale struttura è costruita infatti la Seconda Sonata, con l’aggiunta di una breve introduzione Grave, a precedere l’Adagio. Il tratto tipico di Reger è l’unione di progresso e tradizione. I musicisti che più influenzarono lo stile del compositore bavarese sono Bach, soprattutto nei brani organistici, Brahms, nella musica da camera e per la forma della variazione nella musica sinfonica, e Wagner, per l’armonia cromatica, verso la dissoluzione dei legami tonali. Portata a compimento a Weiden il 2 ottobre del 1899, la Fantasia sul corale Wie schön leuchtet der Morgenstern, op. 40 n. 1, presenta tutte le caratteristiche dello stile organistico di Reger, la monumentalità, il virtuosismo esasperato e la devozione nei confronti delle forme del passato luterano.

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