Settimana corta, lezioni fino a venerdì dal prossimo anno al liceo Ciceri
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Settimana corta, lezioni fino a venerdì dal prossimo anno al liceo Ciceri

Scuole superiori in ordine sparso sul fronte della settimana corta, senza una regia comune. Un tema di attualità in questo periodo, in vista dei numerosi “open day” programmati tra novembre e dicembre dagli istituti comaschi e a pochi giorni dalla conclusione di Young, il salone dell’orientamento scolastico che si è svolto come ogni anno a Lariofiere.
Settimana corta significa lezioni dal lunedì al venerdì, lasciando il sabato libero agli studenti e alle loro famiglie, come avviene di regola nelle scuole primarie e in quelle secondarie di primo grado, elementari e medie insomma, anche se pure qui non mancano le eccezioni.
Al salone erbese dedicato all’orientamento scolastico è emerso che in riva al Lario manca una regia unica, del resto ciascun istituto, in nome dell’autonomia scolastica, è libero di muoversi per conto proprio.
E così il panorama è frammentato. A Cantù l’istituto Sant’Elia, che propone anche corsi di liceo scientifico (Scienze applicate e indirizzo Sportivo), già prevede il sabato libero mentre il confinante liceo Fermi è attestato su sei giorni di lezioni e non ha nessuna intenzione di introdurre la settimana corta, così come avviene al liceo Galilei di Erba.
Per quanto riguarda il capoluogo, il liceo Teresa Ciceri dal prossimo anno scolastico adotterà la settimana corta per tutti gli indirizzi, sia per il biennio che per il triennio, mentre il liceo Volta e il Giovio aprono alla possibilità di introdurre i cinque giorni di lezione anche se soltanto per il biennio.
«Dal prossimo anno scolastico introdurremo la settimana corta per tutte le classi di tutti gli indirizzi, senza distinzione tra biennio e triennio», conferma Nicola D’Antonio, preside del liceo Teresa Ciceri di Como.
Il dirigente scolastico punta poi il dito contro i trasporti pubblici, bus e treni. «La situazione è disastrosa, tra ritardi ripetuti e orari che non collimano con quelli scolastici – afferma D’Antonio – Valuteremo le zone di provenienza dei nostri studenti cercando di mettere a punto un orario che consenta ai ragazzi e alle ragazze, in particolare a coloro che abitano più lontano o in aree meno servite dai mezzi pubblici, di ritornare agevolmente a casa per poter studiare al pomeriggio con tranquillità. Penso, per esempio, a una piccola riduzione delle ultime ore di lezione per permettere un’uscita anticipata rispetto alle 14».
Ma l’accusa principale è rivolta alle istituzioni.
«Come scuole stiamo procedendo un po’ tutti in ordine sparso perché non siamo riusciti a trovare un tavolo comune dove poter coordinare le nostre iniziative. È mancata una regia – attacca il preside del liceo Ciceri – Anche la Provincia non è stata di grande aiuto su questo punto. Come scuole dovremmo avere un interlocutore che ci rappresenti perché, per esempio, come singoli istituti è difficile trattare con le aziende che si occupano di trasporto pubblico. Il coordinamento territoriale è mancato e sta tuttora mancando».
Era stata l’amministrazione provinciale a riproporre, lo scorso aprile, il tema della settimana corta nelle scuole superiori, che permetterebbe tra l’altro di ridurre le spese per il riscaldamento degli istituti, a carico dell’ente di via Borgovico.
Un tassello fondamentale dell’organizzazione scolastica sono i trasporti pubblici. Il passaggio da sei a cinque giorni di lezione, se fosse esteso a tutti o a buona parte degli istituti superiori della nostra provincia, comporterebbe il ridisegno del piano complessivo degli orari.
«Riprogrammare gli orari dei bus non è complicato se si ha a disposizione un tempo adeguato – fanno sapere da Asf – Per quanto riguarda l’introduzione della settimana corta, dal punto di vista di chi gestisce il trasporto pubblico sarebbe opportuno che fosse adottata da tutti gli istituti, armonizzando in tal modo gli orari di entrata e uscita degli studenti».

29 Ott 2017

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