Settimana ecumenica, messa con rito bizantino a Merone

Spiritualità sul Lario
Ha preso il via dalla nostra provincia, e più precisamente dalla comunità di Merone, l’edizione 2013 della “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”, iniziativa ecumenica in programma quest’anno dal 18 gennaio fino a venerdì 25.
La parrocchia della cittadina del Pian d’Erba ha avuto l’opportunità di ospitare un’anteprima, e cioè una messa che è stata celebrata secondo l’antico rito bizantino orientale.
Risalente ai primi passi dell’evangelizzazione della Russia, intorno all’anno Mille, istituito dai santi Cirillo e Metodio, questo rito è diffuso in tutta l’Europa orientale e anche nel Medio Oriente, con varianti locali e nomi diversi. È nelle aree dell’ex impero asburgico che è maggiore la presenza di fedeli legati a questo rito.
«Nelle regioni occidentali del territorio dell’Ucraina questa tradizione è talmente radicata nella cultura popolare che perfino in piena era sovietica, con l’ateismo di Stato al massimo grado, gli abitanti si salutavano con la formula “Il Signore sia con te”», dice padre Rastislav Kolupaev, parroco a Seriate, nella Bergamasca, che ha officiato la funzione a Merone.
Padre Rastislav è stato ordinato sacerdote a Mosca, ma è da cinque anni in Italia. È anche membro di “Russia cristiana”, associazione culturale fondata nel 1957 da padre Romano Scalfi allo scopo di favorire il dialogo ecumenico attraverso il contatto fra esperienze vive.
Un dialogo non sempre facile, stando a quanto lo stesso sacerdote racconta. «La Chiesa ortodossa non apprezza la nostra presenza in Russia, temono si tratti di proselitismo», ha spiegato il sacerdote dopo il rito celebrato in Brianza.
Tanto che perfino il termine Uniati, con cui venivano chiamati i cristiani “uniti” alla Chiesa cattolica, «in Russia non viene utilizzato, è considerato un’offesa», rimarca il sacerdote.
A portare il rito bizantino antico a Merone è stato Roberto Pagani, diacono – e co-officiante nella funzione – da poco nel piccolo paese brianzolo in provincia di Como, con la collaborazione del parroco Ottavio Bianchi.
La risposta dei parrocchiani è stata davvero elevata: oltre duecento persone hanno riempito i banchi della chiesa intitolata ai santi Giacomo e Filippo.
Una “prima” che potrebbe preludere a nuovi appuntamenti ecumenici, da organizzare sempre in nome del dialogo interconfessionale.

Franco Cavalleri

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