Sfide d’autunno, per Landriscina la priorità è la sicurezza nelle scuole

Mario Landriscina

«Per la giunta di Como si prospetta un autunno “caldo” di impegni? Se si lavora in questo ambito non ci sono mai all’orizzonte autunni freschi, in realtà non ci si ferma mai tra ordinaria amministrazione ed emergenze».
Il sindaco di Como Mario Landriscina elenca alcune delle priorità in agenda alla ripresa delle attività dopo la pausa agostana. «La sicurezza nelle nostre scuole è al primo posto, condivido con il presidente dell’amministrazione provinciale una preoccupazione costante su questo tema».
«A breve presenteremo poi l’accordo raggiunto per la bonifica dell’area Ticosa, un risultato che non è da poco, frutto di una partita assai complessa sul versante giuridico. Ora si aprono varie ipotesi sul futuro di quell’area, dialoghiamo con soggetti strategici come l’Università dell’Insubria che hanno già fatto proposte».
L’ipotesi dello spostamento del Comune in Ticosa è tuttora sul tavolo. «È una delle proposte da discutere, in un contesto urbanistico che rappresenta una occasione di grande riscatto per la città e che ci prospetta ancora anni di lavoro per essere risolta. Non dimentichiamo che Palazzo Cernezzi come tutti, e sottolineo tutti gli edifici comunali, comprese le scuole, è, tranne qualche opera recente, da mettere a norma. Noi amministratori e i nostri uffici in merito siamo chiamati a registrare continue magagne, perché questi beni nei decenni precedenti non sono mai stati oggetto di investimento per regolarizzarne la sicurezza. Per me è un’angoscia».
Altro punto caldo della ripresa autunnale è la zona stadio. «Farò il punto a breve con la nuova società del Calcio Como. È una zona delicata da trattare con grande accuratezza e che, al di là dell’impianto sportivo, conserva alcune delle gemme della città. C’è anche il progetto dei giardini a lago che intendiamo con forza portare a termine, i soldi da parte ci sono».
Siete un po’ in ritardo. «La gente fatica a capire che dalla decisione politica all’appalto passano tempi incredibili. Ma non molliamo. La zona stadio nel suo complesso è una grande palestra urbanistica, per ora non ci sbilanciamo. Valuteremo le proposte della nuova società del Como e dopo un periodo di ascolto e condivisione con la città e con il quartiere arriveremo a una decisione. Comunque resta un fatto: chiunque metta mano lì dovrà fare i conti con la Soprintendenza e i suoi vincoli. Va detto però che a Como spesso la prima cosa che si intravede quando c’è una novità è il pericolo che essa può comportare. Ragioniamo con calma, dico. Abbiamo già casi di proposte a cui si è detto no, dopo una fase di valutazione, nell’interesse generale».
C’è poi il nodo Villa Olmo. «Anche qui – dice Landriscina – andiamo avanti con determinazione. Fondazione Cariplo ci ha rinnovato la fiducia». Come rendere migliore la città? «Occorre trovare il giusto mix per mettere a valore le strutture che abbiamo evitando ogni forma di speculazione. Ma faccio un appello a tutti: cerchiamo di non dare l’impressione di un territorio allo sbando, altrimenti allontaneremo i potenziali investitori».

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