Sforza: «I cimiteri sono la nostra storia. Ci permettono di portare con noi i defunti»

alt Il parere dello psichiatra

(m.d.) «I cimiteri fanno parte della nostra storia, della nostra vita. Questi luoghi sono stimoli fisici che ci permettono di conservare dentro di noi il ricordo delle persone care. Avere rispetto dei defunti significa avere rispetto di noi vivi». Michele Sforza, psichiatra e psicanalista della clinica “Le Betulle” di Appiano Gentile, al lutto ha dedicato un libro, “Giorni di dolore” (Mondadori), scritto assieme al collega spagnolo Jorge Tizon.
«Il superamento delle tragedie avviene

anche attraverso il ricordo dei defunti – spiega Sforza – La perdita di una persona cara può essere affrontata tramite un processo di lutto, che avviene attraverso tanti passi diversi. Uno di questi step è proprio quello dei riti funebri. Lo vediamo in questi giorni, dedicati ai defunti: sono l’occasione per portare dentro di sé il ricordo della persona scomparsa, che viene incorporata sotto forma di ricordo diventando così parte di coloro che quella persona l’hanno amata, l’hanno conosciuta».
E i cimiteri hanno, in questo processo, un ruolo fondamentale. «Sono importanti anche i luoghi in cui noi possiamo fare questi rituali – sottolinea lo psichiatra – Non dimentichiamo che tutte le civiltà, forse la civiltà in senso assoluto, è nata proprio con le prime sepolture dei morti. Il decoro dei luoghi dove giacciono i defunti è quindi un segnale di civiltà».
Il superamento del dolore per la perdita di una persona cara è un processo lungo, non immediato. «Nel tempo, piano piano, si supera lo shock e al dolore subentra il ricordo – afferma Sforza – Gli spagnoli dicono che bisogna “dimenticare ricordando”, cioè che la persona defunta viene lasciata andare ma allo stesso tempo viene conservata dentro di sé e dentro i propri ricordi».
L’elaborazione del lutto è dunque un processo articolato, che vede nella possibilità di rendere omaggio ai defunti un passo fondamentale. E proprio per questo motivo i camposanti dovrebbero sempre essere luoghi dignitosi, puliti e in ordine. «Nei cimiteri sono presenti una marea di affetti e di simboli che rimandano alla persona che non c’è più e che permettono a tutti coloro che si rapportano al defunto di incontrarsi nel suo ricordo – conclude Sforza – Ciò significa essere una famiglia, riconoscersi come tale. Diventa la storia familiare. Lo vediamo soprattutto nelle persone anziane, abituate a recarsi spesso al cimitero per portare un saluto ai loro cari. Un saluto rituale che permette di continuare a portare con sè le persone defunte».

Nella foto:
Michele Sforza

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